La mente studiata

Appendici

Le cinque appendici sono composte a partire dai registri di lavoro del libro (esperimenti, persone, formule, termini) e dai capitoli stessi: raccolgono in un solo posto ciò che nel testo è sparso. Dove un dato non è stato verificato alla fonte, l'appendice E lo dice.

Appendice A — Tabelle riassuntive

A.1 I capitoli e le parti

Quadro d'insieme del libro: numero di capitolo, titolo e parte di appartenenza.

Cap.TitoloParte
1Perché la mente è un oggetto difficileI
2Che cos'è un esperimentoI
3Misurare l'invisibile: i costruttiI
4La statistica minima indispensabileI
5Come un risultato può essere falso pur essendo veroI
6Gli altri modi di sapereI
7Prima della psicologia: la mente come oggetto filosoficoII
8L'ipotesi dell'inconscioII
9Il lavoro del sognoII
10Rimozione, difese, ritorno del rimossoII
11Pulsioni, ripetizione, aggressivitàII
12Il delirio come costruzione con un nucleo di veritàII
13Che cosa regge della psicoanalisiII
14Il rifiuto dell'interioritàIII
15Condizionamento classicoIII
16Condizionamento operanteIII
17Programmi di rinforzoIII
18Costruire comportamentiIII
19I limiti dall'internoIII
20Il neurone come unità di segnaleIV
21La sinapsiIV
22Neurotrasmettitori e psicofarmacologiaIV
23Architettura del cervelloIV
24Come si guarda dentro un cervello che funzionaIV
25PlasticitàIV
26Sonno e ritmi circadianiIV
27Geni, ambiente e la loro interazioneIV
28Dalla trasduzione alla sensazioneV
29La percezione come inferenzaV
30AttenzioneV
31Processi non consciV
32Riconoscimento di oggetti e voltiV
33Corpo, spazio, tempoV
34I primi esperimenti sulla memoriaVI
35La memoria come ricostruzioneVI
36Magazzini e sistemiVI
37Codifica, consolidamento, recuperoVI
38L'oblio e i suoi meccanismiVI
39Falsi ricordiVI
40AmnesieVI
41Concetti e categorieVII
42Due modi di pensareVII
43EuristicheVII
44Decisione sotto rischioVII
45Probabilità e ragionamento formaleVII
46Metacognizione e fiduciaVII
47Linguaggio e pensieroVII
48Che cos'è un'emozioneVIII
49Il circuito della pauraVIII
50Espressione e riconoscimentoVIII
51Regolazione emotivaVIII
52MotivazioneVIII
53StressVIII
54Studiare un soggetto che non parlaIX
55Il neonato competenteIX
56Stadi dello sviluppo cognitivoIX
57AttaccamentoIX
58Teoria della mente e cognizione sociale in sviluppoIX
59Linguaggio in sviluppoIX
60Adolescenza e traiettorie lungo la vitaIX
61Descrivere le differenzeX
62Stabilità e cambiamentoX
63Il dibattito persona-situazioneX
64IntelligenzaX
65Misurare la personalitàX
66La situazione più forte della disposizioneXI
67ConformismoXI
68ObbedienzaXI
69Dissonanza cognitiva e autogiustificazioneXI
70Persuasione e cambiamento di atteggiamentoXI
71Noi e loroXI
72Aiuto, aggressività, gruppoXI
73Che cosa rende un disturbo un disturboXII
74Come si costruisce una classificazioneXII
75Modelli esplicativiXII
76Che cosa funziona nelle terapie e come lo sappiamoXII
77Neurodiversità: quando la categoria stessa è in discussioneXII
78Coscienza: perché è un problema e non solo un mistero da risolvereXIII
79Che cosa misurano gli esperimenti sulla coscienzaXIII
80Libero arbitrio: che cosa dicono i datiXIII
81Responsabilità senza libero arbitrio?XIII
82Identità personale nel tempoXIII
83Che cosa la psicologia sa, che cosa crede di sapere, che cosa non saXIII

A.2 Gli esperimenti e lo stato in cui si trovano

Ogni esperimento esposto per intero nel libro, con il giudizio sul suo stato (primo tratto della valutazione registrata) e il capitolo in cui è trattato. Il disegno completo e il risultato stanno nel capitolo indicato.

EsperimentoStatoCap.
Scelta dei capi identici (Nisbett e Wilson, 1977)Classico citato ampiamente1
Reproducibility Project: Psychology (Open Science Collaboration, 2015)Il progetto stesso è il punto di riferimento sullo stato di replicabilità della disciplina5
Many Labs (diverse edizioni, 2014–2018; cifre di Many Labs 2, 2018)Coerente con OSC 20155
Primo laboratorio di psicologia sperimentale (Lipsia, 1879)Superato come metodo, non come programma di ricerca7
Gioco del Fort/Da (osservazione di un bambino, Freud, 1920)Osservazione clinica isolata, non un disegno sperimentale controllato11
Analisi della Gradiva di Jensen (Freud, 1907)Materiale di finzione letteraria, non caso clinico: nessuna verifica indipendente possibile per costruzione12
Revisione ombrello sull'efficacia della psicoterapia psicodinamica (Leichsenring et al., World Psychiatry, 2023)Dato recente e solido nel suo genere, ma soggetto ai limiti strutturali di tutta la ricerca sull'efficacia…13
Paura condizionata in un bambino ("piccolo Albert", inizio Novecento)Caso singolo, senza gruppo di controllo né misura standardizzata, con problemi etici gravi secondo gli…14
Condizionamento del cane alla salivazione (fine Ottocento/primo Novecento)Esperimento fondativo, mai messo in discussione nella sua sostanza15
Esperimento sul blocco (blocking, condizionamento classico)Risultato solido e replicato, alla base del modello dell'errore di predizione (Rescorla-Wagner)15
Registrazioni di neuroni dopaminergici durante compiti di ricompensa (Schultz e colleghi, anni '90)Convergenza ampiamente replicata tra un modello comportamentale (Rescorla-Wagner) e un meccanismo…15
Avversione al sapore appresa in un solo abbinamento (preparazione biologica)Risultato solido, alla base del concetto di preparazione biologica19
Deriva istintuale in animali addestrati (Breland e Breland, anni '60)Osservazione replicata in più contesti di addestramento animale19
Apprendimento latente nel labirinto (Tolman e Honzik, anni '30)Esperimento classico, alla base del concetto di mappa cognitiva19
Imitazione di comportamento aggressivo osservato (Bandura e colleghi, primi anni '60)Esperimento classico e ampiamente citato19
Voltage clamp sull'assone gigante di calamaro (Hodgkin e Huxley, primi anni '50)Modello standard, generalizzabile a specie molto diverse, uomo incluso20
I due cuori di rana (Loewi, primi del Novecento)Prima prova diretta dell'esistenza di un neurotrasmettitore21
Meccanismo antidepressivo della ketamina (studio Tornese e altri, letteratura recente)Meccanismo verificato e distinto da quello monoaminergico22
Pazienti "cervello diviso" (Sperry, Gazzaniga e colleghi, anni '60-'70)Esperimento classico, non contestato23
Scoperta del potenziamento a lungo termine (Bliss e Lomo, 1973)Prima dimostrazione diretta del postulato di Hebb a livello sinaptico25
Privazione visiva monoculare precoce nei gatti (Hubel e Wiesel, anni '60)Esperimento classico e fondativo del concetto di periodo critico, non contestato25
Trapianto di nucleo soprachiasmatico (SCN) con donatori a periodo genetico diverso (Ralph e colleghi)Esperimento decisivo, in tre passi logici (necessità, sufficienza, trasferimento del tratto), non contestato26
Studio longitudinale MAOA × maltrattamento infantile (Caspi e colleghi, 2002)Caso storicamente influente ma con meta-analisi di replica eterogenee: effetto non uniformemente confermato27
Illusione della scacchiera d'ombra (Adelson)Dimostrazione classica e non contestata della correzione automatica per l'illuminazione stimata operata…29
Cecità all'inattesa: il gorilla invisibile (Simons e Chabris, 1999)Esperimento classico e ampiamente replicato, caso di scuola della cecità all'inattesa30
Priming comportamentale "elderly" sulla velocità del passo (Bargh, Chen e Burrows, 1996; replica di Doyen e colleghi, 2012)Non replicato alle condizioni pre-registrate più rigorose31
Compito di StroopParadigma classico, robusto e ampiamente replicato31
Effetto di inversione del voltoProva solida e ampiamente replicata di un'elaborazione olistica specifica dei volti32
Illusione della mano di gommaEsperimento classico e ampiamente replicato sull'integrazione multisensoriale del senso di appartenenza…33
Metodo del risparmio su sillabe senza senso (Ebbinghaus, 1885)Risultato classico, replicato con materiali diversi nella forma generale della curva34
Riproduzione seriale della storia "La guerra dei fantasmi" (Bartlett, 1932)Dimostrazione classica e influente della natura ricostruttiva della memoria35
Effetto di disinformazione nell'incidente stradale (Loftus e Palmer, 1974)Risultato solido e ampiamente replicato, alla base delle procedure investigative raccomandate sulla…35
Compito duale verbale/visuo-spaziale (memoria di lavoro)Prova diretta e replicata di componenti almeno parzialmente separate nella memoria di lavoro36
Profondità di elaborazione e apprendimento incidentale (Craik e Lockhart, 1972 e successivi)Risultato solido e ampiamente replicato, alla base delle raccomandazioni pratiche sullo studio37
Interferenza retroattiva su liste di coppie associateRisultato classico e replicato, alla base della distinzione tra interferenza e decadimento come cause…38
Soppressione diretta con il paradigma pensa/non pensare (Anderson e Green, 2001)Risultato replicato con supporto di neuroimmagine38
Paradigma della parola critica (Deese, 1959; Roediger e McDermott, 1995)Uno dei risultati più consistenti e replicati della ricerca sulla memoria39
Impianto del ricordo del centro commerciale (Loftus e Pickrell, 1995)Risultato replicato con paradigmi simili39
Il caso H.M. (Scoville e Milner)Caso singolo non replicabile in senso stretto, ma le sue implicazioni sono state confermate da casi…40
Giudizi di tipicità e verifica di categoria (Rosch)Risultato classico e replicato, alla base della teoria del prototipo41
Lettera K e disponibilità (Tversky e Kahneman, 1973)Risultato classico, alla base dell'euristica della disponibilità43
Steve il bibliotecario (Kahneman e Tversky, 1973)Risultato classico, alla base dell'euristica della rappresentatività43
Ruota della fortuna e ancoraggio (Tversky e Kahneman, 1974)Risultato classico e ampiamente replicato43
Malattia asiatica e inquadramento (Tversky e Kahneman, 1981)Risultato classico e ampiamente replicato, base dell'effetto di inquadramento44
Linda e l'errore della congiunzione (Tversky e Kahneman, 1983)Risultato classico e ampiamente replicato45
Compito di selezione (Wason, 1968)Risultato classico e ampiamente replicato45
Curve di calibrazione della fiducia (Lichtenstein, Fischhoff e Phillips)Risultato consolidato in numerosi studi di calibrazione46
Illusione di comprensione (Rozenblit e Keil, 2002)Risultato replicato, base dell'illusione di comprensione (illusion of explanatory depth)46
Cold-pressor e regola del picco-fine (Kahneman, Fredrickson, Schreiber e Redelmeier, 1993)Risultato classico e replicato, base della regola del picco-fine46
Discriminazione dei blu russi (Winawer e colleghi, 2007)Risultato replicato con metodi diversi47
Iniezione di epinefrina e contesto sociale (Schachter e Singer, 1962)Esperimento classico e influente, alla base della teoria dei due fattori48
Condizionamento ottogenetico della paura (Kwon e colleghi, 2014)Risultato solido nel suo disegno49
Riconoscimento delle emozioni di base nella popolazione Fore (Ekman e colleghi, anni Sessanta)Il metodo a scelta forzata può gonfiare l'accordo osservato50
Rivalutazione e soppressione a confrontoRisultato replicato in numerosi studi di laboratorio51
Effetto di sovragiustificazione (Lepper, Greene e Nisbett, 1973)Risultato classico, alla base del concetto di effetto di sovragiustificazione52
Replicazione su larga scala della deplezione dell'io (Hagger, Chatzisarantis e colleghi, 2016)Il modello nella sua forma classica e generale non ha retto alla verifica52
Impotenza appresa (Maier e Seligman, anni Sessanta)Risultato classico e replicato, alla base del concetto di impotenza appresa53
Preferenza per le categorie dei suoni (Eimas, Siqueland, Jusczyk e Vigorito, 1971)Classico54
ManyBabies 1 (ManyBabies Consortium, 2020)Regge (replicazione coordinata)54
Apprendimento prenatale di una storia (DeCasper e Spence, 1986)Classico55
Preferenza neonatale per pattern simili a volti (Johnson, Dziurawiec, Ellis e Morton, 1991)Dato solido, spiegazione controversa (meccanismo specifico vs55
Imitazione neonatale (Meltzoff e Moore, 1977; Oostenbroek e colleghi, 2016)Non replicato nello studio longitudinale55
Violazione dell'attesa con schermo rotante (Baillargeon, Spelke e Wasserman, 1985)Dato riprodotto56
Compiti rimodellati (Hughes, 1975; McGarrigle e Donaldson, 1974)Classico56
Imitazione razionale (Gergely, Bekkering e Király, 2002)Classico56
Madri surrogate (Harlow, 1958)Regge nel punto specifico (il legame non deriva dal cibo)57
Situazione sconosciuta (Ainsworth e colleghi, anni Sessanta-Settanta; Main e Solomon per la categoria D) e meta-analisi (Madigan, Fearon e colleghi, 2023)Strumento regge57
Bucharest Early Intervention Project (Nelson, Zeanah, Fox e colleghi)Regge57
Compito di Sally e Anne (Wimmer e Perner, 1983; Baron-Cohen, Leslie e Frith, 1985) e meta-analisi (Wellman, Cross e Watson, 2001)Regge come fenomeno con compito esplicito58
Falsa credenza implicita (Onishi e Baillargeon, 2005; Southgate, Senju e Csibra, 2007)Non consolidato: repliche incerte (2018), evidenza mista in studio su larga scala (2022)58
Compito delle palline (Huq, Garety e Hemsley, 1988)Classico58
Restringimento percettivo (Werker e Tees, 1984)Classico59
Apprendimento statistico (Saffran, Aslin e Newport, 1996)Classico59
Stima dei trenta milioni di parole (Hart e Risley, 1995)Non regge come descrizione affidabile (Sperry, Sperry e Miller, 2019)59
Scambi conversazionali e linguaggio (Romeo e colleghi, 2018)Correlazionale, campione limitato59
Età di arrivo e grammatica (Johnson e Newport, 1989)Classico59
Caso Genie (Curtiss e colleghi, anni Settanta)Caso unico, non permette conclusioni forti sul periodo critico59
Rischio e coetanei (Gardner e Steinberg, 2005)Regge60
Studio longitudinale di Dunedin sull'autocontrollo (Moffitt e colleghi, 2011)Regge come associazione60
Studi lessicali di Allport e Odbert (1936) e Norman (1963, 1967)Regge come descrizione in campioni occidentali61
Studio longitudinale sulle meta-analisi di stabilità e maturazione (Roberts e colleghi, 2006)Regge come tendenza media62
Panel tedesco SOEP, eventi di vita (Specht e colleghi, 2011)Descrittivo, non causale (selezione)62
Hartshorne e May (1928) onestàRegge qualitativamente63
Campeggio di Shoda, Mischel e Wright (1994)Pochi studi, meno replicato63
Campionamento ripetuto di Fleeson (2001)Regge, qualitativo63
Scottish Mental Survey 1932 e follow-up (Deary e colleghi)Regge, con selezione dei ritrovati64
Ereditabilità e livello socioeconomico (Turkheimer e colleghi, 2003)Replicato solo in parte64
Effetto Flynn, meta-analisi e dati norvegesi (Pietschnig e Voracek, 2015; Bratsberg e Rogeberg, 2018)Regge64
Esperimento di Forer (1948)Regge qualitativamente65
Test di associazione implicita (Greenwald, McGhee e Schwartz, 1998)Contestato65
Attribuzione di un saggio imposto (Jones e Harris, 1967)Regge66
Il buon samaritano (Darley e Batson, 1973)Ridimensionato (campione piccolo, non ripetuto in modo diretto)66
Carcere simulato di Stanford (Zimbardo, 1971)Contestato66
Effetto autocinetico (Sherif, 1935)Regge67
Giudizio di linee (Asch, 1951)Regge in forma qualitativa67
Obbedienza all'autorità (Milgram, 1963)Regge nel qualitativo68
Compenso insufficiente (Festinger e Carlsmith, 1959)Regge (replica multilaboratorio 2024 per la compliance indotta69
Replica multilaboratorio della dissonanza (Vaidis, Sleegers e colleghi, 2024)—69
Studio sulle politiche d'esame (Petty, Cacioppo e Goldman, 1981)Regge in parte70
Esperimento su Facebook (Bond e colleghi, 2012)Effetto piccolo ma robusto70
Campagne porta a porta (Kalla e Broockman, 2018)Regge70
Robbers Cave (Sherif e colleghi, 1954)Contestato nei metodi71
Gruppo minimo (Tajfel, 1971)Regge71
Crisi simulate (Darley e Latané, 1968)Regge (meta-analisi Fischer 2011, con limiti)72
Bambola Bobo (Bandura, Ross e Ross, 1961)Regge nel qualitativo72
Spostamento verso il rischio (Stoner, 1961)Rivisto72
Confronto diagnostico New York–Londra (Cooper e colleghi, 1972)Regge (qualitativo)74
Pseudopazienti (Rosenhan, 1973)Contestato (dati messi in dubbio, Cahalan 2019)74
Sperimentazione sul campo del DSM-5 (Regier e colleghi, 2013)Regge con discussione74
Profili di sintomi nella depressione (Fried e Nesse, 2015)Regge74
Fattore p (Caspi e colleghi, 2014)Controverso (riassunto statistico)74
Interazione 5-HTTLPR × stress (Caspi e colleghi, 2003)Non replicato75
Realismo depressivo (Alloy e Abramson, 1979)Ridimensionato (effetto molto piccolo nelle meta-analisi)75
Studi sull'intero genoma nella schizofrenia (consorzio internazionale, 2014, 2022)Regge75
Confronto di Eysenck (1952)Non regge76
Meta-analisi di Smith e Glass (1977)Regge (stima grossolana)76
Revisione ombrello sulla psicoterapia psicodinamica (Leichsenring e colleghi, 2023)Regge con cautele76
Meta-analisi a rete sugli antidepressivi (Cipriani e colleghi, 2018)Regge con limiti dichiarati76
Alleanza ed esito (Flückiger e colleghi, 2018)Regge come correlazione76
Studio di smontaggio della TCC per la depressione (Jacobson e colleghi, 1996)Controverso76
Registri sull'ereditabilità dell'autismo (Bai e colleghi, 2019)Regge con forti differenze tra paesi77
Vaccino MPR e autismo (Hviid e colleghi, 2019)Regge77
Catene di trasmissione dell'informazione (Crompton e colleghi, 2020)Da replicare77
Sorveglianza dell'autismo a otto anni (ADDM, 2000–2022)Dato di sorveglianza (non incidenza)77
Imaginazione motoria in pazienti con disturbi della coscienza (Owen e colleghi, 2006; Monti e colleghi, 2010)Regge78
Collaborazione avversaria Cogitate (2025)Prima collaborazione avversaria78
Rivalità binoculare nelle scimmie e nell'uomo (Logothetis; Tong e colleghi, 1998)Regge nel qualitativo79
Resoconto parziale (Sperling, 1960)Classico79
Prestazione uguale e consapevolezza diversa (Lau e Passingham, 2006)Discusso79
Paradigma di Libet (1983)Regge come dato80
Predizione con fMRI (Soon e colleghi, 2008)Regge con limiti (storia delle scelte)80
Neuroni singoli e volizione (Fried e colleghi, 2011)Regge con le stesse riserve sul gesto arbitrario80
Modello dell'accumulatore (Schurger e colleghi, 2012)Discusso80
Scelte arbitrarie e ponderate (Maoz e colleghi, 2019)Da replicare80
Credere nel determinismo e disonestà (Vohs e Schooler, 2008; replica 2020)Non regge81
Illusione della fine della storia (Quoidbach, Gilbert e Wilson, 2013)Regge nel disegno trasversale82
Il sé morale (Strohminger e Nichols, 2014, 2015)Da riverificare nei dettagli82

A.3 Convergenze tra tradizioni

Le volte in cui tradizioni o discipline lontane tra loro arrivano, per vie indipendenti, a idee o difficoltà simili.

Idea AIdea BChe cosa hanno in comune
Razionalizzazione come difesa (cap. 10, tradizione psicoanalitica)Dissonanza cognitiva e autogiustificazione (cap. 69, psicologia sociale sperimentale)Entrambe descrivono la mente che ricostruisce ragioni accettabili dopo un comportamento; le due tradizioni arrivano alla stessa idea con metodi diversi, e la seconda la rende verificabile
Fattore p della psicopatologia (cap. 74, Caspi e colleghi)Fattore g dell'intelligenza (cap. 62–64, Spearman)Entrambi sono riassunti statistici di correlazioni positive tra misure diverse, con la stessa cautela: un fattore non è una causa unica
Gene 5-HTTLPR × stress (cap. 75)Crisi di replicabilità (cap. 5)Campioni piccoli, analisi flessibili e pubblicazione selettiva producono un risultato attraente che non regge a campioni più ampi
Effetto ciclico delle categorie di persone (cap. 74, 77)Reattività della misura (cap. 1, 48)In entrambi i casi l'oggetto studiato cambia perché viene osservato o classificato
Misure di coscienza e resoconto (cap. 79)Misure di fiducia e metacognizione (cap. 46)In entrambe ciò che si misura passa da un giudizio della persona, con una componente di criterio distinta dalla sensibilità
Potenziale di prontezza come media allineata (cap. 80)Effetto di selezione in analisi post hoc (cap. 5)Allineare i dati su un evento scelto a posteriori crea una forma che sembra un precursore
Sé costruito (cap. 82)Memoria ricostruttiva (cap. 35, 39)Il senso di unità personale poggia su processi che ricostruiscono, non registrano

Appendice B — Cronologia completa

Persone, lavori e studi citati nel libro, ordinati per anno del lavoro principale. Dove la fonte indica solo un decennio o un periodo, l'anno è seguito da «ca.»; i lavori senza data precisa compaiono in fondo, in ordine di capitolo. La colonna del capitolo indica dove il lavoro è trattato e, tra parentesi, dove ricompare.

Fino al 1899

AnnoLavoroCap.
1593Della Porta (1593)79
1690Locke (1690)82
1838Wheatstone (1838)79
1885Ebbinghaus (primo studio sistematico sulla memoria, sillabe senza senso, 1885)34
1890 ca.Freud (etichetta di lavoro: ipotesi dell'inconscio, 1890 circa)8 (anche 9, 10, 11, 12, 13)
1899Freud (etichetta di lavoro: L'interpretazione dei sogni, 1899-1900)9 (anche 12)

1900–1949

AnnoLavoroCap.
1900 ca.Loewi (esperimento dei due cuori di rana, primi del Novecento)21
1900 ca.Sapir e Whorf (ipotesi della relatività linguistica, prima metà del Novecento)47
1904Spearman (1904)64
1907Freud (etichetta di lavoro: Il delirio e i sogni nella «Gradiva» di Jensen, 1907)12
1920Freud (etichetta di lavoro: Al di là del principio di piacere, 1920)11 (anche 13)
1928Hartshorne e May (1928)63
1932Bartlett (studio sulla riproduzione seriale di una storia, 1932)35
1935Sherif (1935; 1954)67 (anche 71)
1936Allport e Odbert (1936)61
1936Rosenzweig (1936)76
1943Kanner (1943)77
1948Forer (1948)65

1950–1969

AnnoLavoroCap.
1950 ca.Hodgkin e Huxley (voltage clamp sull'assone di calamaro, primi anni '50)20
1951Asch (1951)67 (anche 68, 72)
1952Eysenck (1952)76
1954Allport (1954)71
1955Deutsch e Gerard (1955)67
1957Festinger (1957)69 (anche 10, 13)
1958Harlow (madri surrogate, 1958)57
1959Deese (1959) e Roediger e McDermott (1995) (paradigma della parola critica)39
1959Festinger e Carlsmith (1959)69 (anche 10, 13)
1959Aronson e Mills (1959)69
1960 ca.Sperry e Gazzaniga (esperimenti su pazienti "cervello diviso", anni '60-'70)23
1960 ca.Hubel e Wiesel (privazione visiva monoculare precoce nei gatti, anni '60)25
1960 ca.Ekman (ipotesi delle emozioni di base e studi interculturali sulla popolazione Fore, anni Sessanta)50
1960 ca.Maier e Seligman (paradigma dell'impotenza appresa, anni Sessanta)53
1960Sperling (1960)79
1961Fantz (studi sulla preferenza visiva nei lattanti, 1961)54
1961Bandura, Ross e Ross (1961)72 (anche 19, 56)
1961Stoner (1961)72
1962Schachter e Singer (esperimento dell'epinefrina e teoria dei due fattori, 1962)48
1962Strawson (1962)81
1963Norman (1963, 1967)61
1963Milgram (1963)68 (anche 5, 69)
1964Baumrind (1964)68
1965Kornhuber e Deecke (1965)80 (anche 33)
1967Jones e Harris (1967)66
1967Bem (1967)69
1967Beck (1967, 1976)75 (anche 53)
1968Wason (compito di selezione sul ragionamento condizionale, 1968)45
1968Mischel (1968)63
1968Darley e Latané (1968)72
1969Zimbardo (1969)72
1969Moscovici e Zavalloni (1969)72

1970–1989

AnnoLavoroCap.
1970 ca.Rosch (studi sulla tipicità e struttura graduata delle categorie, anni Settanta)41
1970 ca.Lichtenstein, Fischhoff e Phillips (studi di calibrazione della fiducia, anni Settanta)46
1970Robins e Guze (1970)74
1971Eimas, Siqueland, Jusczyk e Vigorito (percezione categoriale nei lattanti, 1971)54 (anche 59)
1971Zimbardo (1971)66 (anche 68)
1971Tajfel (1971)71
1972Craik e Lockhart (livelli di elaborazione, 1972)37
1972Janis (1972)72
1972Cooper e colleghi (1972)74
1972Feighner e colleghi (1972)74
1973Bliss e Lomo (scoperta del potenziamento a lungo termine, 1973)25
1973Tversky e Kahneman (esperimento della lettera K sulla disponibilità, 1973)43 (anche 45)
1973Kahneman e Tversky (esperimento "Steve il bibliotecario" sulla rappresentatività, 1973)43
1973Lepper, Greene e Nisbett (esperimento sull'effetto di sovragiustificazione, 1973)52
1973Darley e Batson (1973)66
1973Rosenhan (1973)74
1974Loftus e Palmer (esperimento sull'effetto di disinformazione, incidente stradale, 1974)35
1974Baddeley e Hitch (modello della memoria di lavoro, 1974)36
1974Tversky e Kahneman (esperimento della ruota della fortuna sull'ancoraggio, 1974)43
1974McGarrigle e Donaldson (orsacchiotto cattivo, 1974)56
1975Hughes (compito del poliziotto, 1975)56
1975Spitzer (1975)74
1975Luborsky e colleghi (1975)76
1976Diener (1976)72
1977Nisbett e Wilson (etichetta di lavoro, 1977)1
1977Meltzoff e Moore (imitazione neonatale, 1977)55
1977Zubin e Spring (1977)75
1977Engel (1977)75
1977Smith e Glass (1977)76
1978Casscells, Schoenberger e Grayboys (esperimento sulla trascuratezza della frequenza di base, 1978)45
1978Abramson, Seligman e Teasdale (1978)75 (anche 53)
1979Kahneman e Tversky (teoria del prospetto, 1979)44
1979Epstein (1979)63
1979Tajfel e Turner (1979)71
1979Alloy e Abramson (1979)75
1979Wing e Gould (1979)77
1981Tversky e Kahneman (esperimento della malattia asiatica sull'inquadramento, 1981)44
1981Petty e Cacioppo (1981; 1986)70
1983Tversky e Kahneman (esperimento "Linda" sull'errore della congiunzione, 1983)45
1983Wimmer e Perner (compito di falsa credenza, 1983)58
1983Funder e Ozer (1983)63
1983Libet (1983)80 (anche 33)
1984Werker e Tees (restringimento percettivo, 1984)59
1984Parfit (1984)82
1985Baillargeon, Spelke e Wasserman (violazione dell'attesa con schermo rotante, 1985)56 (anche 54)
1985Baron-Cohen, Leslie e Frith (Sally e Anne, 1985)58
1986DeCasper e Spence (apprendimento prenatale di una storia, 1986)55
1986Isenberg (1986)72
1986Clark (1986)75 (anche 53)
1988Huq, Garety e Hemsley (compito delle palline, 1988)58
1988Baars (1988)78
1989Johnson e Newport (età di arrivo e grammatica, 1989)59

1990–1999

AnnoLavoroCap.
1990Crick e Koch (1990)78
1991Johnson, Dziurawiec, Ellis e Morton (preferenza neonatale per i volti, 1991)55
1992Wakefield J. (1992)73 (anche 77)
1992Lambert (1992)76
1993Kahneman, Fredrickson, Schreiber e Redelmeier (esperimento del cold-pressor, regola del picco-fine, 1993)46
1993Sinclair (1993)77
1994Anderson, Bjork e Bjork (inibizione da recupero, 1994)38
1994Shoda, Mischel e Wright (1994)63
1995Loftus e Pickrell (impianto del ricordo del centro commerciale, 1995)39
1995Hart e Risley (osservazione sull'ambiente linguistico, 1995)59
1995Hacking (1995)74 (anche 77)
1995Chalmers (1995)78
1995Block (1995)78
1996Bargh, Chen e Burrows (esperimento originale sul priming comportamentale "elderly", 1996)31
1996Saffran, Aslin e Newport (apprendimento statistico, 1996)59
1996Cicchetti e Rogosch (1996)75
1996Jacobson e colleghi (1996)76
1998Greenwald, McGhee e Schwartz (1998)65
1998Wakefield A. e colleghi (1998)77
1998Blume (1998)77
1998Singer (1998)77
1998Tong e colleghi (1998)79
1999Simons e Chabris (esperimento del gorilla invisibile, 1999)30
1999Haggard e Eimer (1999)80 (anche 33)

2000–2009

AnnoLavoroCap.
2000Stanovich e West (etichetta "Sistema 1/Sistema 2", 2000)42
2001Anderson e Green (paradigma pensa/non pensare, soppressione diretta, 2001)38
2001Wellman, Cross e Watson (meta-analisi sulla falsa credenza, 2001)58
2001Fleeson (2001)63
2002Caspi e colleghi (studio longitudinale MAOA × maltrattamento, 2002)27
2002Rozenblit e Keil (illusione di comprensione, 2002)46
2002Gergely, Bekkering e Király (imitazione razionale, 2002)56
2002Haslam e Reicher (BBC, 2002)66 (anche 68)
2003Turkheimer e colleghi (2003)64 (anche 27)
2003Kendell e Jablensky (2003)74
2003Caspi e colleghi (2003)75 (anche 27)
2004Ashton e Lee (2004)61
2004Ramsøy e Overgaard (2004)79
2004Greene e Cohen (2004)81
2005Onishi e Baillargeon (falsa credenza implicita, 2005)58
2005Gardner e Steinberg (rischio e coetanei, 2005)60
2006Poldrack (analisi sulla base rate e l'inferenza inversa, 2006)24
2006Roberts, Walton e Viechtbauer (2006)62
2006Pettigrew e Tropp (2006)71
2006Happé, Ronald e Plomin (2006)77 (anche 58)
2006Owen e colleghi (2006)78
2006Lau e Passingham (2006)79
2007Winawer e colleghi (esperimento sulla discriminazione dei blu russi, 2007)47
2007Southgate, Senju e Csibra (sguardo anticipatorio, 2007)58
2007Manning, Levine e Collins (2007)72
2008Kirsch e colleghi (2008)76 (anche 22)
2008Soon e colleghi (2008)80
2008Vohs e Schooler (2008)81 (anche 83)
2009Burger (2009)68
2009Risch e colleghi (2009)75 (anche 27)
2009Ghaemi (2009)75
2009Banks e Isham (2009)80

2010–2019

AnnoLavoroCap.
2010Connelly e Ones (2010)65
2010Monti e colleghi (2010)78
2011Moffitt e colleghi (studio di Dunedin sull'autocontrollo, 2011)60 (anche 52)
2011Specht, Egloff e Schmukle (2011)62
2011Fried e colleghi (2011)80
2012Doyen e colleghi (replica del priming "elderly" con misure oggettive, 2012)31
2012Haslam e colleghi (2012)65
2012Perry (2012)68
2012Bond e colleghi (2012)70 (anche 67)
2012Haslam e colleghi (2012)74
2012Moore e Fresco (2012)75
2012Kendler (2012)75
2012Schurger e colleghi (2012)80
2013Gurven e colleghi (studio sui Tsimane, 2013)61
2013Regier e colleghi (2013)74
2013Borsboom e Cramer (2013)74
2013Quoidbach, Gilbert e Wilson (2013)82 (anche 46)
2014Many Labs (progetto collettivo, 2014–2018)5
2014Kwon e colleghi (esperimento ottogenetico sul circuito della paura, 2014)49
2014Caspi e colleghi (2014)74 (anche 60, 64)
2014Taylor e colleghi (2014)77
2014Walker (2014)77
2014Strohminger e Nichols (2014, 2015)82 (anche 46)
2015Open Science Collaboration (consorzio, 2015)5
2015Pietschnig e Voracek (2015)64
2015Flore e Wicherts (2015)64
2015Fried e Nesse (2015)74
2015Hansen e colleghi (2015)77
2015Tsuchiya e colleghi (2015)79
2016Hagger, Chatzisarantis e colleghi (replicazione su larga scala della deplezione dell'io, 2016)52
2016Oostenbroek e colleghi (studio longitudinale sull'imitazione neonatale, 2016)55
2016Haslam N. (2016)73
2017Schaefer e colleghi (2017)73
2017Kotov e colleghi (2017)74 (anche 60, 64)
2017Hull e colleghi (2017)77
2018Poulin-Dubois e colleghi (rassegna critica sulla falsa credenza nei lattanti, 2018)58
2018Romeo e colleghi (scambi conversazionali, 2018)59
2018Bratsberg e Rogeberg (2018)64
2018Kalla e Broockman (2018)70
2018Paluck, Green e Green (2018)71
2018Culverhouse e colleghi (2018)75 (anche 27)
2018Cipriani e colleghi (2018)76 (anche 22)
2018Flückiger e colleghi (2018)76
2019Sperry, Sperry e Miller (riesame dell'ambiente linguistico, 2019)59
2019Cahalan (2019)74
2019Border e colleghi (2019)75 (anche 27)
2019Russell e colleghi (2019)77
2019Bai e colleghi (2019)77
2019Hviid e colleghi (2019)77
2019Maoz e colleghi (2019)80 (anche 33)

Dal 2020

AnnoLavoroCap.
2020ManyBabies Consortium (replicazione coordinata, 2020)54
2020Philpot e colleghi (2020)72
2020Crompton e colleghi (2020)77 (anche 58)
2020Nadelhoffer e colleghi (2020)81 (anche 83)
2021Commissione Lancet sull'autismo (2021)77
2022Moncrieff e colleghi (revisione ombrello sull'ipotesi monoaminergica, 2022)22
2022Kaltefleiter e colleghi (replicazione longitudinale su larga scala, 2022)58
2023Leichsenring e colleghi (revisione ombrello, World Psychiatry, 2023)13
2023Madigan, Fearon e colleghi (meta-analisi sulla situazione sconosciuta, 2023)57
2023Scull (2023)74
2023Leichsenring e colleghi (2023)76 (anche 2, 12, 13)
2023Sapolsky (2023)81
2024Vaidis, Sleegers e colleghi (2024)69
2025Cogitate Consortium (2025)78

Senza data precisa

LavoroCap.
Ralph e colleghi (trapianto di SCN con donatori a periodo genetico diverso)26
Scoville e Milner (caso H.M., intervento e studio a lungo termine dell'amnesia)40
James e Lange (teoria periferica dell'emozione)48
Arnold e Lazarus (teorie della valutazione dell'emozione)48
Barrett (teoria costruzionista dell'emozione)48 (anche 50)
LeDoux (distinzione tra circuiti di sopravvivenza difensiva e sentimento cosciente di paura)49
Gendron e Crivelli (critica metodologica agli studi sull'universalità delle espressioni, con Barrett)50
Salovey e Mayer (modello accademico dell'intelligenza emotiva)51
Piaget e Inhelder (modello a stadi, compiti A-non-B, conservazione, tre montagne)56
Bogartz, Cashon e Cohen (spiegazioni percettive dei dati di violazione dell'attesa)56
Bowlby (teoria dell'attaccamento)57 (anche 13)
Ainsworth (situazione sconosciuta)57
Main e Solomon (categoria disorganizzata)57
Nelson, Zeanah, Fox e colleghi (Bucharest Early Intervention Project)57
Milton (problema della doppia empatia)58
Chomsky (posizione nativista)59
Tomasello (posizione basata sull'uso)59
Curtiss (caso Genie)59
Steinberg (modello dei due sistemi)60
Hovland e colleghi70
Wampold76
Frith e Happé77 (anche 58)
Dennett78
Frankish78
Dehaene78
Tononi78
Lamme78
Rosenthal78
Lau78
Logothetis79
Weiskrantz79
Overgaard79
Wegner80 (anche 33)
Pereboom81
Caruso81
Reid82
Olson82
Schechtman82
McAdams82 (anche 46)

Appendice C — Tutte le formule

Le 32 formule del libro, nell'ordine dei capitoli e nella stessa forma del testo: simboli, significato in parole semplici ed esempio di calcolo con numeri concreti.

Capitolo 4 — La statistica minima indispensabile

[FORMULA]

DS = √( Σ(xᵢ − x̄)² / (n − 1) )

Dove:

• xᵢ — il valore di ciascuna osservazione (per esempio, il numero di parole ricordate dalla persona i-esima)

• x̄ — la media del gruppo

• n — il numero di osservazioni nel gruppo

• Σ — il simbolo di sommatoria: somma il termine che segue per tutte le osservazioni, da 1 a n

Cosa significa in parole semplici: per ogni persona, si calcola quanto il suo punteggio si discosta dalla media del gruppo (xᵢ − x̄); si eleva al quadrato questo scarto (per eliminare i segni negativi ed evitare che gli scarti positivi e negativi si annullino a vicenda nella somma); si sommano tutti gli scarti al quadrato; si divide per il numero di osservazioni meno uno; infine si estrae la radice quadrata per tornare all'unità di misura originale (parole, non "parole al quadrato").

Esempio di calcolo: in un gruppo di 4 persone che ricordano rispettivamente 16, 18, 20, 22 parole, la media è 19. Gli scarti sono −3, −1, 1, 3; al quadrato: 9, 1, 1, 9; la somma è 20; divisa per (4−1)=3 dà 6,67; la radice quadrata è circa 2,58. La deviazione standard di questo gruppo è quindi di circa 2,58 parole.

[FORMULA]

r = Σ[(xᵢ − x̄)(yᵢ − ȳ)] / √[Σ(xᵢ − x̄)² · Σ(yᵢ − ȳ)²]

Dove:

• xᵢ, yᵢ — i valori delle due variabili per ciascuna persona (per esempio, ore di sonno e parole ricordate)

• x̄, ȳ — le medie rispettivamente della variabile x e della variabile y

• Σ — sommatoria su tutte le persone del campione

Cosa significa in parole semplici: il numeratore diventa grande e positivo quando le persone che stanno sopra la media in una variabile stanno anche sopra la media nell'altra (e viceversa per chi sta sotto); il denominatore serve solo a "normalizzare" il risultato, così che r cada sempre tra −1 e +1, indipendentemente dall'unità di misura delle variabili originali. Un r vicino a +1 indica che le due variabili crescono insieme in modo quasi perfettamente lineare; un r vicino a −1 indica che quando una cresce l'altra tende a calare; un r vicino a 0 indica assenza di relazione lineare.

Esempio di calcolo: cinque persone dormono 5, 6, 7, 8 e 9 ore e ricordano rispettivamente 14, 18, 16, 22 e 20 parole. Le medie sono 7 ore e 18 parole. Gli scarti dalla media sono −2, −1, 0, +1, +2 per il sonno e −4, 0, −2, +4, +2 per le parole; i loro prodotti sono 8, 0, 0, 4, 4, con somma 16. La somma dei quadrati degli scarti è 10 per il sonno e 40 per le parole. Quindi r = 16 / √(10 · 40) = 16 / 20 = 0,80 — una relazione positiva forte, ma non perfetta.

[FORMULA]

d = (x̄₁ − x̄₂) / DS_comune

Dove:

• x̄₁, x̄₂ — le medie dei due gruppi a confronto (per esempio, gruppo caffeina e gruppo placebo)

• DS_comune — una media ponderata delle deviazioni standard dei due gruppi, che riassume la variabilità interna di entrambi

Cosa significa in parole semplici: d esprime la differenza tra le due medie non in unità originali (parole), ma in unità di deviazione standard — cioè, quante "tacche" di dispersione tipica separano le due medie. Per convenzione approssimativa, un d intorno a 0,2 è considerato un effetto piccolo, intorno a 0,5 medio, intorno a 0,8 o oltre grande — ma questi valori di riferimento vanno sempre letti nel contesto specifico del fenomeno studiato, non come soglie assolute.

Esempio di calcolo: se il gruppo caffeina ricorda in media 20 parole e il gruppo placebo 18, con una deviazione standard comune di 4 parole, allora d = (20 − 18) / 4 = 0,5 — un effetto di dimensione media.

Capitolo 15 — Condizionamento classico

[FORMULA]

Il modello dell'errore di predizione nel condizionamento (Rescorla-Wagner).

ΔV = α · β · (λ − V)

Dove:

• ΔV è il cambiamento, in una singola prova, della forza dell'associazione tra lo stimolo condizionato e la conseguenza;

• α (alfa) è la salienza dello stimolo condizionato — quanto è notevole, un valore tra 0 e 1;

• β (beta) è un parametro legato alla forza della conseguenza (dello stimolo incondizionato), anch'esso tra 0 e 1;

• λ (lambda) è la forza massima di associazione che quella conseguenza può sostenere;

• V è la forza associativa già posseduta dallo stimolo (e da eventuali altri stimoli presenti insieme a esso) prima di questa prova.

Il termine (λ − V) è l'errore di predizione: la distanza tra quanto ci si aspettava (V) e quanto la situazione permetterebbe di aspettarsi al massimo (λ). Quando V si avvicina a λ, l'errore si riduce e l'apprendimento rallenta fino a fermarsi — è esattamente la ragione per cui, nell'esperimento del blocco descritto sopra, lo stimolo B non impara nulla: l'errore di predizione è già vicino a zero prima ancora che B compaia, perché A prediceva già tutto.

Esempio di calcolo. Poniamo α = 0,5 (uno stimolo moderatamente saliente), β = 0,6 (una conseguenza di forza intermedia), λ = 100 (la forza massima possibile di associazione per questa conseguenza) e V = 40 (l'associazione già acquisita nelle prove precedenti). Allora: ΔV = 0,5 × 0,6 × (100 − 40) = 0,3 × 60 = 18. La forza associativa aumenta di 18 punti in questa prova, portando V a 58 per la prova successiva — un incremento che si farà via via più piccolo man mano che V si avvicina a 100, disegnando la tipica curva di acquisizione che rallenta, senza mai fermarsi bruscamente.

Capitolo 20 — Il neurone come unità di segnale

[FORMULA]

L'equazione di Nernst permette di calcolare il potenziale di equilibrio di un singolo ione a partire dalle sue concentrazioni dentro e fuori la cellula:

E_ione = (RT / zF) · ln([ione]fuori / [ione]dentro)

Dove:

• E_ione è il potenziale di equilibrio dello ione, espresso in volt (o millivolt).

• R è la costante universale dei gas (8,314 J/(mol·K)) — quanta energia termica è disponibile per mole di sostanza a una data temperatura.

• T è la temperatura assoluta in kelvin (per un organismo a 37 °C, T = 310 K).

• z è la valenza dello ione (la sua carica elettrica: +1 per K⁺ e Na⁺, +2 per Ca²⁺, −1 per Cl⁻).

• F è la costante di Faraday (96 485 coulomb/mol) — la carica elettrica trasportata da una mole di cariche elementari.

• ln è il logaritmo naturale.

• [ione]fuori e [ione]dentro sono le concentrazioni dello ione all'esterno e all'interno della cellula.

A temperatura corporea, il termine RT/F, convertito in millivolt e con il logaritmo naturale riscritto come logaritmo in base 10 (moltiplicando per 2,303), si semplifica in una costante pratica di circa 61,5 mV per uno ione monovalente (z = 1). La formula diventa quindi, per un uso rapido:

E_ione ≈ (61,5 mV / z) · log₁₀([ione]fuori / [ione]dentro)

Esempio di calcolo — il potenziale di equilibrio del potassio. Un valore tipico per un neurone di mammifero è [K⁺]dentro ≈ 140 millimolare (mM) e [K⁺]fuori ≈ 5 mM, con z = +1 (il potassio ha carica singola positiva). Sostituendo:

E_K = 61,5 mV · log₁₀(5 / 140) = 61,5 mV · log₁₀(0,0357) = 61,5 mV · (−1,447) ≈ −89 mV

Questo numero — vicino ai valori di potenziale di riposo effettivamente misurati nei neuroni reali, tipicamente tra −65 e −70 mV — mostra perché il potenziale di riposo è dominato dal potassio: se i canali di dispersione per il K⁺ fossero gli unici canali aperti a riposo, la cellula si stabilizzerebbe quasi esattamente su questo valore. Il fatto che il potenziale di riposo reale (circa −70 mV) sia leggermente meno negativo di −89 mV indica che anche una piccola quantità di Na⁺ filtra continuamente dentro la cellula, spostando il bilancio verso valori un poco più positivi — coerente con il fatto che il potenziale di equilibrio del Na⁺, calcolato con le sue concentrazioni tipiche ([Na⁺]fuori ≈ 145 mM, [Na⁺]dentro ≈ 15 mM), risulta positivo: E_Na = 61,5 mV · log₁₀(145/15) ≈ +61 mV — molto lontano dal potenziale di riposo, e proprio per questo capace di produrre un cambiamento drammatico quando i canali per il Na⁺ si aprono in massa, come nel prossimo paragrafo.

Capitolo 27 — Geni, ambiente e la loro interazione

[FORMULA]

Un modo diretto — anche se semplificato rispetto ai metodi statistici più moderni — per stimare l'ereditabilità da uno studio su gemelli è la formula di Falconer:

h² = 2 · (r_MZ − r_DZ)

Dove:

• h² è la stima dell'ereditabilità in senso stretto (la proporzione di varianza del tratto, nella popolazione studiata, statisticamente associata a fattori genetici additivi).

• r_MZ è il coefficiente di correlazione (nel senso già definito nel capitolo 4) tra i punteggi dei due gemelli, calcolato su coppie di gemelli monozigoti.

• r_DZ è lo stesso coefficiente di correlazione, calcolato su coppie di gemelli dizigoti dello stesso sesso.

Esempio di calcolo. Supponi che, per un tratto psicologico misurato con un test standardizzato, la correlazione tra punteggi dei gemelli monozigoti risulti r_MZ = 0,70, e quella tra gemelli dizigoti r_DZ = 0,40. Applicando la formula:

h² = 2 · (0,70 − 0,40) = 2 · 0,30 = 0,60

Il risultato si interpreta così: circa il 60% della varianza osservata per quel tratto, in quella popolazione, è statisticamente associato a differenze genetiche additive tra le persone; il restante 40% è associato a fattori ambientali (condivisi e non condivisi tra i due gemelli) e a errore di misura. Il ragionamento intuitivo dietro la formula è che, se un tratto fosse determinato interamente dai geni, i monozigoti (100% di DNA condiviso) dovrebbero essere quasi identici (r_MZ vicino a 1) mentre i dizigoti dovrebbero somigliarsi solo quanto due fratelli qualunque; più grande è il divario tra le due correlazioni, più quel divario — attribuibile solo alla maggiore somiglianza genetica dei monozigoti, dato che entrambi i tipi di gemelli condividono tipicamente lo stesso ambiente familiare — è spiegato dai geni.

Capitolo 28 — Dalla trasduzione alla sensazione

[FORMULA]

La legge di Weber (Weber's law) formalizza questa proporzionalità:

ΔI / I = k

Dove:

• ΔI è la differenza appena percepibile, cioè il più piccolo incremento di intensità rilevabile.

• I è l'intensità dello stimolo di riferimento.

• k è la frazione di Weber (Weber fraction), una costante specifica per ciascuna modalità sensoriale (non un valore universale): circa 0,02 per la discriminazione di pesi, circa 0,08 per la luminosità, circa 0,05 per l'intensità sonora.

Esempio di calcolo. Con k = 0,02 (discriminazione di pesi) e un peso di riferimento I = 200 g, la differenza appena percepibile è:

ΔI = k · I = 0,02 · 200 g = 4 g

Occorrono quindi almeno 4 grammi di differenza per notare che un secondo peso è più pesante del primo. Ma con un peso di riferimento dieci volte più grande, I = 2000 g, la stessa costante k = 0,02 richiede:

ΔI = 0,02 · 2000 g = 40 g

Non 4 grammi come nel caso precedente: la differenza necessaria è cresciuta in proporzione alla base, non è rimasta fissa. È esattamente questo il fenomeno che la legge descrive.

[FORMULA]

La legge di Fechner (Fechner's law):

S = k · ln(I / I₀)

Dove:

• S è l'intensità soggettiva della sensazione.

• I è l'intensità fisica dello stimolo.

• I₀ è l'intensità della soglia assoluta, il punto in cui la sensazione comincia a esistere.

• k è una costante specifica della modalità sensoriale.

• ln è il logaritmo naturale.

La conseguenza pratica è che la sensazione cresce più lentamente dell'intensità fisica: raddoppiare la luminosità di una lampada non raddoppia la luminosità percepita, perché il rapporto è logaritmico, non lineare.

Esempio di calcolo. Poniamo k = 1 e I₀ = 1 (unità arbitrarie, scelte solo per isolare l'andamento della funzione). A un'intensità fisica I = 10 (dieci volte la soglia) corrisponde una sensazione:

S = 1 · ln(10 / 1) = ln(10) ≈ 2,30

Portando l'intensità fisica a I = 100 — dieci volte più intensa di prima, cento volte la soglia — la sensazione diventa:

S = 1 · ln(100 / 1) = ln(100) ≈ 4,61

Un aumento di dieci volte dell'intensità fisica (da 10 a 100) ha prodotto un aumento della sensazione esattamente del doppio (da 2,30 a 4,61, perché ln 100 = 2 · ln 10), non di dieci volte: è esattamente questo lo scarto tra crescita fisica ed effetto soggettivo che la formula descrive. Un aumento che è enorme in termini fisici assoluti (da una lampadina a un faro) produce un aumento della sensazione molto più modesto di quanto l'aumento fisico farebbe pensare — una delle ragioni per cui scale come i decibel per il suono o i diaframmi per l'esposizione fotografica sono esse stesse logaritmiche: sono costruite per corrispondere a come il sistema percettivo effettivamente risponde, non a come l'energia fisica si distribuisce.

Capitolo 34 — I primi esperimenti sulla memoria

[FORMULA]

Una descrizione approssimata, ma utile, della curva dell'oblio è un decadimento esponenziale:

R(t) = e^(−t / S)

Dove:

• R(t) è la proporzione di materiale trattenuto (misurata, per esempio, tramite il risparmio) al tempo t dall'apprendimento originale.

• t è il tempo trascorso dall'apprendimento, in una qualunque unità coerente (qui: giorni).

• S è la forza della traccia mnestica, un parametro che rappresenta quanto stabilmente l'informazione è stata codificata: più S è grande, più lento è il decadimento.

• e è la base dei logaritmi naturali (≈2,718).

Esempio di calcolo. Con una traccia di forza S = 1 giorno (un apprendimento debole, come una lista letta una sola volta), dopo t = 1 giorno la proporzione trattenuta è:

R(1) = e^(−1/1) = e^(−1) ≈ 0,37

Poco più di un terzo resta dopo un solo giorno. Dopo t = 3 giorni, con la stessa forza della traccia:

R(3) = e^(−3/1) = e^(−3) ≈ 0,05

Circa il 5% resta dopo tre giorni: il grosso della perdita è avvenuto già nelle prime ventiquattr'ore, un pattern che il modello coglie bene nel primo giorno. Il modello esponenziale descrive tuttavia bene solo la caduta iniziale: nei dati reali la coda è più lenta, e una funzione di potenza si adatta meglio sul lungo periodo. Un apprendimento più robusto (per esempio ottenuto ripetendo il materiale più volte, o distribuendo le ripetizioni nel tempo) corrisponde a un valore di S più alto, che allunga la coda della curva senza cambiarne la forma generale.

Capitolo 44 — Decisione sotto rischio

[FORMULA]

La funzione di valore della teoria del prospetto ha una forma approssimabile, per i guadagni e per le perdite separatamente, come:

v(x) = x^α per x ≥ 0 (guadagni)

v(x) = −λ · (−x)^β per x < 0 (perdite)

Dove:

• x è l'entità del guadagno o della perdita rispetto al punto di riferimento.

• v(x) è il valore soggettivo attribuito a quel guadagno o perdita.

• α e β sono esponenti minori di 1 (stime tipiche intorno a 0,88), che rendono la funzione concava per i guadagni e convessa per le perdite: la differenza soggettiva tra guadagnare 100 e 200 euro è percepita come maggiore della differenza tra guadagnare 1100 e 1200 euro, e lo stesso vale, specularmente, per le perdite.

• λ è il coefficiente di avversione alla perdita (loss aversion), stimato tipicamente intorno a 2 (con valori tra 1,5 e 2,5 a seconda degli studi): una perdita ha un impatto soggettivo negativo di entità maggiore del piacere soggettivo di un guadagno di pari entità assoluta.

Esempio di calcolo. Con α = β = 0,88 e λ = 2,25, un guadagno di 100 euro produce un valore soggettivo v(100) = 100^0,88 ≈ 57,5. Una perdita di 100 euro produce un valore soggettivo v(−100) = −2,25 · 100^0,88 ≈ −129,5. In valore assoluto, la perdita (129,5) pesa più del doppio del guadagno di pari entità (57,5): questo è esattamente il motivo per cui la maggior parte delle persone rifiuta una scommessa a doppio o niente alla pari (50% di vincere 100 euro, 50% di perderne 100), nonostante il valore atteso in termini monetari sia zero — in termini di valore soggettivo secondo questo modello, il valore atteso della scommessa è negativo: 0,5 · 57,5 + 0,5 · (−129,5) ≈ −36,0 (in forma semplificata, con probabilità non distorte; la teoria completa usa pesi decisionali che modificano di poco il risultato, senza cambiare la conclusione).

Capitolo 45 — Probabilità e ragionamento formale

[FORMULA]

Il teorema di Bayes permette di calcolare la probabilità corretta:

P(M|+) = [P(+|M) · P(M)] / [P(+|M) · P(M) + P(+|¬M) · P(¬M)]

Dove:

• P(M|+) è la probabilità di essere malati, dato un risultato positivo al test (ciò che vogliamo calcolare).

• P(+|M) è la sensibilità del test, la probabilità di un risultato positivo dato che si è malati (0,90).

• P(M) è la frequenza di base della malattia nella popolazione (0,01).

• P(+|¬M) è il tasso di falsi positivi, la probabilità di un risultato positivo dato che non si è malati (1 − specificità = 0,09).

• P(¬M) è la probabilità di non essere malati (1 − 0,01 = 0,99).

Esempio di calcolo. Su una popolazione ipotetica di 10.000 persone: 100 sono malate (1%), di cui il test ne rileva correttamente 90 (sensibilità 90%). Delle 9.900 persone sane, il 9% (891 persone) risulta comunque positivo per errore (falsi positivi). Il totale dei positivi al test è quindi 90 + 891 = 981. Di questi 981 positivi, solo 90 sono effettivamente malati:

P(M|+) = 90 / 981 ≈ 0,092

La probabilità reale di essere malati dato un test positivo è di circa il 9%, non il 90% che l'intuizione suggerisce — quasi dieci volte meno. La ragione è che, essendo la malattia rara, il numero assoluto di falsi positivi generati da una popolazione sana molto più grande supera ampiamente il numero di veri positivi generati dalla piccola popolazione malata, anche con un test abbastanza accurato. Ignorare la frequenza di base della malattia (l'1% di partenza) porta a una sovrastima drastica della probabilità reale.

Capitolo 52 — Motivazione

[FORMULA]

Una versione più generale di questo principio, sviluppata nell'apprendimento per rinforzo computazionale, estende l'errore di predizione a catene di eventi distanziate nel tempo, non solo a un singolo abbinamento stimolo-conseguenza:

δ_t = r_t + γ · V(s_{t+1}) − V(s_t)

Dove:

• δ_t è l'errore di predizione al tempo t (il segnale che, nel cervello, corrisponde all'attività fasica dei neuroni dopaminergici).

• r_t è la ricompensa effettivamente ricevuta al tempo t.

• V(s_t) è il valore stimato dello stato in cui ci si trova al tempo t, cioè quanta ricompensa futura ci si aspetta a partire da quello stato.

• V(s_{t+1}) è il valore stimato dello stato successivo.

• γ (gamma) è un fattore di sconto tra 0 e 1 che riduce il peso delle ricompense future rispetto a quelle immediate.

Esempio di calcolo. Si consideri una scimmia che sta imparando che una luce (stato s_t, valore stimato V(s_t)=0,2) precede in modo affidabile una ricompensa di succo di frutta (r_t=1) senza ulteriori stati intermedi rilevanti (V(s_{t+1})=0), con γ=0,9. Al momento della ricompensa: δ_t = 1 + 0,9·0 − 0,2 = 0,8. Il segnale positivo, elevato rispetto a una ricompensa di 1, riflette che la ricompensa è stata molto superiore a quanto il valore stimato dello stato prevedesse: l'animale ha ancora molto da imparare. Con l'apprendimento ripetuto, V(s_t) si avvicina progressivamente a 1 e δ_t si avvicina a zero: la ricompensa diventa pienamente prevista, e — come mostrato dalle registrazioni dei neuroni dopaminergici del capitolo 15 — il segnale dopaminergico alla ricompensa stessa scompare, spostandosi invece sullo stimolo predittivo (la luce) nel momento in cui compare per primo.

Capitolo 54 — Studiare un soggetto che non parla

[FORMULA]

Per ciascun bambino si calcola la proporzione di sguardo verso lo stimolo A:

P = T_A / (T_A + T_B)

Dove:

• P è la proporzione di sguardo verso lo stimolo A, un numero tra 0 e 1;

• T_A è il tempo totale (in secondi) in cui il bambino ha guardato lo stimolo A;

• T_B è il tempo totale (in secondi) in cui ha guardato lo stimolo B.

Se il bambino non distingue i due stimoli e non ha preferenze, ci si aspetta P = 0,5. Per sapere se il gruppo di bambini preferisce A, si confronta la media delle P individuali con 0,5 con un test t a un campione: t = (P̄ − 0,5) / (s / √n), dove P̄ è la media delle proporzioni, s la loro deviazione standard e n il numero di bambini.

Esempio di calcolo. Un bambino guarda A per 14 secondi e B per 6: P = 14/(14 + 6) = 0,70. Con n = 16 bambini, una media P̄ = 0,62 e una deviazione standard s = 0,15, l'errore standard è 0,15/√16 = 0,0375 e t = (0,62 − 0,5)/0,0375 = 3,2. Con 15 gradi di libertà questo valore corrisponde a una probabilità di circa 0,006 che una media così lontana da 0,5 emerga per caso se i bambini guardassero indifferentemente i due stimoli. Si ricordi, come visto nel capitolo 4, che il valore p dice quanto sarebbe sorprendente il dato se non esistesse alcuna preferenza, non quanto sia grande o importante la preferenza stessa.

Capitolo 59 — Linguaggio in sviluppo

[FORMULA]

La probabilità di transizione tra due sillabe A e B misura quanto B tende a seguire A:

P(B|A) = frequenza(AB) / frequenza(A)

Dove:

• P(B|A) è la probabilità che, dopo la sillaba A, venga la sillaba B;

• frequenza(AB) è il numero di volte in cui, nel flusso, A è immediatamente seguita da B;

• frequenza(A) è il numero totale di occorrenze di A.

Esempio di calcolo. Nel flusso dell'esperimento, la sillaba «bi» compare 45 volte, e in tutte e 45 è seguita da «da» (parte della stessa parola): P(da|bi) = 45/45 = 1,0. La sillaba «ku», ultima di una parola, compare 45 volte ed è seguita 15 volte da «pa» (inizio di un'altra parola), 15 da un'altra sillaba iniziale e 15 da una terza: P(pa|ku) = 15/45 ≈ 0,33. Una caduta di probabilità da 1,0 a 0,33 segnala un confine di parola: è il tipo di indizio che i bambini sembrano usare.

Capitolo 61 — Descrivere le differenze

[FORMULA]

Nel modello più semplice, a un solo fattore, la correlazione tra due domande i e j è il prodotto dei loro pesi fattoriali (factor loadings):

r_ij = λ_i · λ_j

Dove:

• r_ij è la correlazione osservata tra la domanda i e la domanda j;

• λ_i (lambda) è il peso fattoriale della domanda i: la correlazione tra la domanda i e il fattore non osservato;

• λ_j è il peso fattoriale della domanda j, definito allo stesso modo;

• λ_i² è la quota di variabilità della domanda i che il fattore comune spiega; il resto è specifico di quella domanda, o è errore di misura.

Esempio di calcolo. Supponi che i pesi delle tre domande sull'esempio sopra siano λ₁ = 0,8, λ₂ = 0,7 e λ₃ = 0,6. Il modello prevede le correlazioni: r₁₂ = 0,8 · 0,7 = 0,56; r₁₃ = 0,8 · 0,6 = 0,48; r₂₃ = 0,7 · 0,6 = 0,42. La quota di variabilità spiegata dal fattore è λ² = 0,64, 0,49 e 0,36 per le tre domande. Il procedimento reale va in direzione opposta: si osservano le tre correlazioni e si ricavano i pesi. Con tre domande basta un passaggio: λ₁² = (r₁₂ · r₁₃) / r₂₃ = (0,56 · 0,48) / 0,42 = 0,64, da cui λ₁ = 0,8. Con centinaia di aggettivi il calcolo è lo stesso nello spirito, ma richiede un computer.

Capitolo 62 — Stabilità e cambiamento

[FORMULA]

La correzione per attenuazione (correction for attenuation) stima la correlazione che si osserverebbe tra i due punteggi se fossero privi di errore di misura:

r_vera = r_osservata / √(r_xx · r_yy)

Dove:

• r_osservata è la correlazione effettivamente misurata tra la prima e la seconda misura;

• r_xx è l'attendibilità della prima misura (per esempio il suo test-retest a breve distanza);

• r_yy è l'attendibilità della seconda misura;

• √ indica la radice quadrata del prodotto delle due attendibilità.

Esempio di calcolo. Una scala di coscienziosità è somministrata a vent'anni e di nuovo a trenta, e la correlazione è 0,60. L'attendibilità della scala, misurata a breve distanza, è 0,80 in entrambe le occasioni. Allora: r_vera = 0,60 / √(0,80 · 0,80) = 0,60 / 0,80 = 0,75. Una parte della «instabilità» osservata (da 1,0 a 0,60) è dunque errore di misura; il resto, da 1,0 a 0,75, è cambiamento effettivo, o effetto di altre fonti di differenza tra le due occasioni.

Capitolo 63 — Il dibattito persona-situazione

[FORMULA]

La formula di Spearman-Brown stima l'attendibilità di una misura ottenuta come media di k osservazioni, a partire dall'attendibilità di una singola osservazione:

ρ_k = k · ρ / (1 + (k − 1) · ρ)

Dove:

• ρ_k (rho) è l'attendibilità della media di k osservazioni;

• ρ è l'attendibilità di una singola osservazione, cioè la correlazione attesa tra due osservazioni dello stesso tipo;

• k è il numero di osservazioni mediate (giorni, situazioni o domande).

Esempio di calcolo. Supponi che la correlazione tra il comportamento in un giorno e quello in un altro giorno sia 0,20, valore plausibile per un singolo comportamento. Con k = 10 giorni: ρ₁₀ = 10 · 0,20 / (1 + 9 · 0,20) = 2,0 / 2,8 ≈ 0,71. Con k = 20 giorni: ρ₂₀ = 20 · 0,20 / (1 + 19 · 0,20) = 4,0 / 4,8 ≈ 0,83. Lo stesso tratto, che a un giorno predice poco, a una media di venti giorni è misurato in modo molto più attendibile. Il guadagno si attenua man mano che k cresce.

Capitolo 64 — Intelligenza

[FORMULA]

Il punteggio di QI standardizzato si ottiene in due passaggi. Prima il punteggio grezzo viene trasformato in un punteggio z, che indica a quante deviazioni standard dalla media si trova la persona:

z = (x − μ) / σ

Poi lo si porta sulla scala convenzionale del QI:

QI = 100 + 15 · z

Dove:

• x è il punteggio grezzo della persona (per esempio il numero di risposte corrette);

• μ (mi) è la media dei punteggi grezzi nel campione di riferimento;

• σ (sigma) è la deviazione standard dei punteggi grezzi nello stesso campione;

• z è il punteggio standardizzato: 0 se x coincide con la media, positivo se è sopra, negativo se è sotto;

• 100 e 15 sono la media e la deviazione standard scelte per convenzione per la scala del QI.

Esempio di calcolo. In un campione di riferimento la media è 50 risposte corrette e la deviazione standard è 8. Una persona risponde correttamente a 62 domande: z = (62 − 50) / 8 = 1,5; QI = 100 + 15 · 1,5 = 122,5, cioè circa 123. Se la distribuzione è a campana, un punteggio con z = 1,5 supera circa il 93% del campione di riferimento.

Capitolo 65 — Misurare la personalità

[FORMULA]

L'alfa standardizzato stima l'attendibilità di una scala a partire dal numero di domande e dalla loro correlazione media:

α = k · r̄ / (1 + (k − 1) · r̄)

Dove:

• α (alfa) è l'indice di coerenza interna, tra 0 e 1;

• k è il numero di domande della scala;

• r̄ (erre con la barra) è la correlazione media tra le coppie di domande della scala.

Esempio di calcolo. Una scala di sei domande, in cui la correlazione media tra due domande è 0,30: α = 6 · 0,30 / (1 + 5 · 0,30) = 1,8 / 2,5 = 0,72. Con dodici domande della stessa qualità: α = 12 · 0,30 / (1 + 11 · 0,30) = 3,6 / 4,3 ≈ 0,84. La formula è la stessa di Spearman-Brown del capitolo 63: mediare più domande è come mediare più occasioni.

Capitolo 66 — La situazione più forte della disposizione

[FORMULA]

L'effetto di una condizione sulla probabilità di aiutare si può esprimere con il rapporto tra odds (odds ratio), che confronta le probabilità in due gruppi tenendo conto di quanto sono lontane dagli estremi:

OR = [p₁ / (1 − p₁)] / [p₂ / (1 − p₂)]

Dove:

• p₁ è la proporzione di persone che aiutano nella condizione di confronto (nessuna fretta);

• p₂ è la proporzione di persone che aiutano nell'altra condizione (forte fretta);

• p / (1 − p) è l'odds: il rapporto tra la probabilità di aiutare e quella di non aiutare;

• OR vale 1 se le due condizioni non differiscono, ed è tanto maggiore di 1 quanto più la prima condizione favorisce l'aiuto.

Esempio di calcolo. Con p₁ = 0,63 e p₂ = 0,10: odds nella condizione senza fretta = 0,63 / 0,37 ≈ 1,70; odds nella condizione di fretta = 0,10 / 0,90 ≈ 0,11. Il rapporto è OR ≈ 1,70 / 0,11 ≈ 15. Per chi non ha fretta, le probabilità relative di aiutare invece di non aiutare sono circa quindici volte più alte. Un effetto così grande in un campione piccolo va letto con la cautela del capitolo 5: gli effetti stimati su pochi partecipanti tendono a ridursi nelle repliche.

Capitolo 67 — Conformismo

[FORMULA]

Se ogni persona avesse la stessa probabilità p di adeguarsi in ogni prova, e le prove fossero indipendenti, la probabilità di adeguarsi almeno una volta in n prove critiche sarebbe:

P(almeno una volta) = 1 − (1 − p)ⁿ

Dove:

• p è la probabilità di adeguarsi in una singola prova critica;

• 1 − p è la probabilità di rispondere in modo indipendente in quella prova;

• n è il numero di prove critiche;

• (1 − p)ⁿ è la probabilità di non adeguarsi mai in nessuna delle n prove, se le prove sono indipendenti.

Esempio di calcolo. Con p = 0,36 e n = 12: (1 − 0,36)¹² = 0,64¹² ≈ 0,005, quindi P(almeno una volta) ≈ 1 − 0,005 = 0,995, cioè circa il 99,5%. Il valore osservato da Asch è invece il 74%. La differenza non è un errore dello studio: dice che le persone non sono tutte uguali. Se alcune non si adeguano mai e altre si adeguano quasi sempre, la probabilità media di un terzo non descrive nessuno in particolare, e l'ipotesi che ognuno abbia lo stesso p cade.

Capitolo 68 — Obbedienza

[FORMULA]

Un'obbedienza del 65% su 40 persone è una stima, e va accompagnata dalla sua incertezza. L'errore standard di una proporzione misura quanto la proporzione osservata può variare per puro effetto del campione:

ES = √[ p̂ · (1 − p̂) / n ]

Da cui un intervallo di confidenza al 95% approssimato (come nel capitolo 4): p̂ ± 1,96 · ES

Dove:

• p̂ (p con cappello) è la proporzione osservata nel campione;

• n è il numero di partecipanti;

• ES è l'errore standard;

• 1,96 è il valore che lascia fuori il 5% dei casi, metà per lato, in una distribuzione a campana.

Esempio di calcolo. Con p̂ = 26/40 = 0,65 e n = 40: ES = √(0,65 · 0,35 / 40) = √0,00569 ≈ 0,075. L'intervallo è 0,65 ± 1,96 · 0,075 = 0,65 ± 0,15, cioè da circa 0,50 a 0,80. L'obbedienza in quella condizione, nella popolazione da cui i 40 provengono, è plausibilmente compresa tra il 50% e l'80%. Per la variante con l'ufficio commerciale (19 su 40, il 47,5%) l'intervallo è circa 0,32-0,63: i due intervalli si sovrappongono molto, e questo spiega perché la differenza di 17,5 punti non risulti significativa (un confronto diretto tra le due proporzioni dà lo stesso esito: z ≈ 1,6, p ≈ 0,11).

Capitolo 69 — Dissonanza cognitiva e autogiustificazione

[FORMULA]

Festinger propose, come modello concettuale e non come misura diretta, che la grandezza della dissonanza dipenda dal rapporto tra le cognizioni dissonanti e il totale, ciascuna pesata per la sua importanza:

D = Σ (importanza delle dissonanti) / [Σ (importanza delle dissonanti) + Σ (importanza delle consonanti)]

Dove:

• D è la grandezza della dissonanza, tra 0 (nessuna) e 1 (massima);

• Σ indica la somma sulle cognizioni di quel tipo;

• le dissonanti sono le cognizioni che contraddicono il comportamento o la convinzione in esame; le consonanti sono quelle che lo sostengono.

Esempio di calcolo (con valori illustrativi, assegnati dall'autore per mostrare la logica). Una persona ha detto una bugia: la cognizione dissonante («ho mentito») ha importanza 4. Nella condizione A c'è una cognizione consonante, «mi hanno pagato un dollaro», con importanza 1: D = 4 / (4 + 1) = 0,80. Nella condizione B la cognizione consonante è «mi hanno pagato venti dollari», con importanza 5: D = 4 / (4 + 5) ≈ 0,44. A parità di bugia, un compenso alto riduce la dissonanza, e un compenso basso la lascia alta. La formula non è mai stata una misura pratica: le «importanze» non si misurano con unità comuni, ed è per questo che la teoria è stata messa alla prova con esperimenti e non con questa equazione.

Capitolo 70 — Persuasione e cambiamento di atteggiamento

[FORMULA]

Quando si confrontano due gruppi con un esito dicotomico (vota / non vota), la differenza tra le proporzioni ha un errore standard:

ES = √[ p₁(1 − p₁)/n₁ + p₂(1 − p₂)/n₂ ]

Dove:

• p₁ e p₂ sono le proporzioni nei due gruppi (per esempio, la percentuale che vota nel gruppo con il messaggio e in quello senza);

• n₁ e n₂ sono le numerosità dei due gruppi;

• ES è la misura di quanto la differenza osservata può variare per puro effetto del campione. Il rapporto z = (p₁ − p₂) / ES indica a quanti errori standard la differenza si trova da zero; oltre circa 2 si parla di differenza statisticamente significativa.

Esempio di calcolo (con valori illustrativi). Con n₁ = n₂ = 600.000, p₁ = 0,604 e p₂ = 0,600: ES = √[0,604 · 0,396/600.000 + 0,600 · 0,400/600.000] = √(3,99 · 10⁻⁷ + 4,00 · 10⁻⁷) ≈ 0,00089. La differenza è 0,004 (quattro decimi di punto percentuale) e z = 0,004 / 0,00089 ≈ 4,5: significativa, anche se la differenza è minuscola. Con gruppi di 600 persone invece di 600.000, ES sarebbe circa 32 volte più grande (√1000; circa 0,028) e la stessa differenza darebbe z ≈ 0,14: non significativa. Con campioni enormi, anche effetti piccolissimi risultano statisticamente significativi; quanto contino in pratica è un'altra domanda, e riguarda la dimensione dell'effetto.

Capitolo 71 — Noi e loro

[FORMULA]

Le dimensioni degli effetti si riportano a volte come correlazione r, a volte come differenza standardizzata d (capitolo 4). Per confrontare studi che usano misure diverse si converte l'una nell'altra:

d = 2r / √(1 − r²)

Dove:

• r è la correlazione tra contatto e pregiudizio (negativa se più contatto significa meno pregiudizio);

• r² è il quadrato della correlazione, la quota di variabilità condivisa;

• d è la differenza tra gruppi espressa in deviazioni standard, nel senso del capitolo 4.

Esempio di calcolo. Con r = −0,20 (ordine di grandezza citato per la meta-analisi sul contatto): d = 2 · (−0,20) / √(1 − 0,04) = −0,40 / 0,98 ≈ −0,41. In altre parole, chi ha più contatto ha, in media, un pregiudizio più basso di circa quattro decimi di deviazione standard: un effetto piccolo o moderato nelle categorie convenzionali del capitolo 4. Con r² = 0,04, il contatto condivide il 4% della variabilità del pregiudizio.

Capitolo 72 — Aiuto, aggressività, gruppo

[FORMULA]

Che ogni singolo individuo agisca meno quando ci sono più testimoni non vuol dire che l'emergenza resti più spesso senza aiuto. Se ogni testimone agisse in modo indipendente con probabilità p, la probabilità che almeno uno agisca tra n testimoni sarebbe:

P(almeno uno) = 1 − (1 − p)ⁿ

Dove:

• p è la probabilità che un singolo testimone agisca;

• 1 − p è la probabilità che non agisca;

• n è il numero di testimoni;

• (1 − p)ⁿ è la probabilità che nessuno agisca, se le decisioni sono indipendenti.

Esempio di calcolo. Un testimone da solo agisce con p = 0,85: P = 0,85. Con cinque testimoni, ciascuno con p = 0,31 (il valore dell'esperimento con più presenti): P = 1 − 0,69⁵ = 1 − 0,156 ≈ 0,84. Se le decisioni fossero indipendenti, la probabilità che almeno uno aiuti sarebbe quasi la stessa di quella di un testimone solo (0,84 contro 0,85), anche se ciascuno agisce molto meno. Ma l'indipendenza è proprio ciò che l'esperimento mette in dubbio: nei processi di diffusione e di ignoranza pluralistica ognuno aspetta gli altri, e le decisioni sono collegate, per cui la probabilità reale che almeno uno agisca può essere inferiore al valore calcolato.

Capitolo 74 — Come si costruisce una classificazione

[FORMULA]

κ = (p₀ − pₑ) / (1 − pₑ)

Dove:

• κ (kappa) è l'indice di accordo, che vale 1 con accordo perfetto, 0 con un accordo pari a quello atteso per caso e valori negativi con un accordo inferiore al caso;

• p₀ è la proporzione osservata di casi in cui i due valutatori danno la stessa risposta;

• pₑ è la proporzione di accordo atteso per caso: la somma dei prodotti delle frequenze con cui ciascun valutatore ha dato quella risposta (la probabilità che entrambi dicano «sì» per caso, più la probabilità che entrambi dicano «no»);

• 1 − pₑ è l'accordo massimo possibile oltre il caso.

Esempio di calcolo. Su 100 persone, i due clinici dicono entrambi «sì» in 40 casi, entrambi «no» in 35, e discordano nei restanti 25 (il primo dice sì e il secondo no in 10, il contrario in 15). L'accordo osservato è p₀ = (40 + 35) / 100 = 0,75. Il primo clinico dice «sì» il 50% delle volte (40 + 10), il secondo il 55% (40 + 15), quindi pₑ = 0,50 × 0,55 + 0,50 × 0,45 = 0,275 + 0,225 = 0,50. Allora κ = (0,75 − 0,50) / (1 − 0,50) = 0,50. Un accordo osservato del 75% corrisponde a un kappa di 0,50, cioè a metà strada tra il caso e l'accordo perfetto.

[FORMULA]

N = Σ(k = 5…9) C(9, k) − Σ(k = 5…7) C(7, k)

Dove:

• N è il numero di combinazioni di criteri che soddisfano la regola;

• C(n, k) (coefficiente binomiale) è il numero di modi di scegliere k elementi tra n senza considerare l'ordine, uguale al prodotto n × (n − 1) × … × (n − k + 1) diviso il prodotto k × (k − 1) × … × 1 (per esempio C(9, 5) = (9 × 8 × 7 × 6 × 5) / (5 × 4 × 3 × 2 × 1) = 126);

• la prima somma conta i modi di scegliere da cinque a nove criteri tra i nove disponibili;

• la seconda somma conta i modi di scegliere da cinque a sette criteri tra i soli sette che non sono i due principali: sono le combinazioni da escludere, perché non contengono né l'umore depresso né la perdita di interesse.

Esempio di calcolo. Prima somma: C(9,5) + C(9,6) + C(9,7) + C(9,8) + C(9,9) = 126 + 84 + 36 + 9 + 1 = 256. Seconda somma: C(7,5) + C(7,6) + C(7,7) = 21 + 7 + 1 = 29. Quindi N = 256 − 29 = 227. Considerando che alcuni criteri sono doppi (insonnia o ipersonnia, agitazione o rallentamento), le combinazioni distinte sono ancora di più.

Capitolo 75 — Modelli esplicativi

[FORMULA]

Rischio relativo: RR = R_esposti / R_non esposti

Rischio atteso con due fattori indipendenti: R_atteso = R₀ × RR_A × RR_B

Dove:

• R_esposti e R_non esposti sono le proporzioni di persone che sviluppano il disturbo tra chi ha il fattore e chi non lo ha;

• RR (rischio relativo) dice di quante volte il fattore moltiplica il rischio (vale 1 se non lo cambia);

• R₀ è il rischio di chi non ha nessuno dei due fattori;

• RR_A e RR_B sono i rischi relativi dei due fattori valutati da soli;

• R_atteso è il rischio che si osserverebbe per chi ha entrambi se i due fattori agissero in modo indipendente, moltiplicando ciascuno per conto suo.

Esempio di calcolo (valori inventati per illustrare). Il rischio di chi non ha né vulnerabilità né stress è R₀ = 5%. Con la sola vulnerabilità è 6% (RR_A = 6 / 5 = 1,2), con il solo stress 10% (RR_B = 10 / 5 = 2,0). Se agissero in modo indipendente, chi ha entrambi avrebbe R_atteso = 5% × 1,2 × 2,0 = 12%. Se nei dati si osserva 30%, la combinazione pesa molto più della somma delle parti: c'è un'interazione. Lo stesso vale con un calcolo additivo (5% + 1 punto + 5 punti = 11%, contro il 30% osservato). La domanda empirica è sempre se i dati reali mostrino una discrepanza di questo tipo e se sia replicabile.

Capitolo 76 — Che cosa funziona nelle terapie e come lo sappiamo

[FORMULA]

NNT = 1 / (R_trattamento − R_controllo)

Dove:

• NNT è il numero di persone da trattare perché, in media, una in più ottenga l'esito favorevole rispetto a quanto accadrebbe senza il trattamento;

• R_trattamento è la proporzione di persone con l'esito favorevole (per esempio una riduzione di almeno metà dei sintomi) nel gruppo trattato;

• R_controllo è la stessa proporzione nel gruppo di controllo;

• la differenza R_trattamento − R_controllo è la riduzione assoluta del rischio, o beneficio assoluto.

Esempio di calcolo. Se risponde il 50% dei trattati e il 30% dei controlli, la differenza è 0,50 − 0,30 = 0,20, e NNT = 1 / 0,20 = 5. Occorre trattare cinque persone perché una in più risponda. Non significa che una persona su cinque si giovi del trattamento e le altre no: su dieci persone trattate ne rispondono cinque, di cui tre avrebbero risposto comunque (come il 30% dei controlli) e due rispondono grazie al trattamento, mentre le altre cinque non rispondono nonostante il trattamento; due risposte in più ogni dieci trattati equivalgono a una ogni cinque. Il valore dipende da come si definisce la «risposta» e dal rischio di partenza, e cambia con la soglia scelta.

Capitolo 77 — Neurodiversità: quando la categoria stessa è in discussione

[FORMULA]

N = 1.000 / p

Dove:

• p è la prevalenza espressa come numero di casi ogni 1.000 bambini;

• N è il numero di bambini tra i quali ci si aspetta, in media, un caso (si dice «uno su N»);

• il rapporto tra due prevalenze, p₂ / p₁, dice di quante volte è cresciuta (o ridotta) la frequenza da una misura all'altra;

• lo stesso rapporto tra le prevalenze di due gruppi (per esempio maschi e femmine) è il rapporto di prevalenza.

Esempio di calcolo. Nel 2022 la prevalenza pubblicata è p = 32,2 per 1.000: N = 1.000 / 32,2 ≈ 31, cioè «uno su 31». «Uno su 150» (anno 2000) corrisponde a p = 1.000 / 150 ≈ 6,7 per 1.000. L'aumento tra le due misure è 32,2 / 6,7 ≈ 4,8: la prevalenza documentata è quasi quintuplicata. Tra le stesse comunità che parteciparono sia alla rilevazione del 2020 sia a quella del 2022 l'aumento fu del 22%. Il rapporto tra i sessi è 49,2 / 14,3 ≈ 3,4 maschi per ogni femmina.

Capitolo 79 — Che cosa misurano gli esperimenti sulla coscienza

[FORMULA]

d′ = z(C) − z(F) e c = −[z(C) + z(F)] / 2

Dove:

• d′ (d primo) è la sensibilità: quanto bene la persona distingue la presenza dall'assenza dello stimolo; vale 0 se non distingue nulla e cresce con la capacità di discriminare (è senza unità, perché misurata in deviazioni standard);

• C è la proporzione di colpi (risposte «sì» quando lo stimolo c'era) e F la proporzione di falsi allarmi (risposte «sì» quando non c'era);

• z( ) è la trasformazione che converte una proporzione nel corrispondente valore sulla curva normale standard (per esempio z(0,50) = 0, z(0,84) ≈ 1);

• c è la posizione del criterio: vale 0 se la persona è equidistante tra «sì» e «no», è negativa se tende a dire «sì» anche con poca evidenza (criterio liberale) e positiva se tende a dire «no» (criterio prudente).

Esempio di calcolo. Prima persona: C = 0,80 e F = 0,20, quindi z(0,80) ≈ 0,84 e z(0,20) ≈ −0,84; d′ = 0,84 − (−0,84) = 1,68 e c = −(0,84 − 0,84) / 2 = 0. Seconda persona: C = 0,92 e F = 0,39, quindi z(0,92) ≈ 1,41 e z(0,39) ≈ −0,28; d′ = 1,41 − (−0,28) ≈ 1,69 (1,68 con i valori non arrotondati) e c = −(1,41 − 0,28) / 2 ≈ −0,56. Una terza persona con C = 0,62 e F = 0,08 (z ≈ 0,31 e −1,41) ha d′ ≈ 1,7 e c ≈ +0,55. Le tre persone vedono altrettanto bene (d′ circa 1,7); differiscono soltanto per prudenza: la seconda risponde «sì» con facilità, la terza con riluttanza.

Appendice D — Glossario

433 termini, in ordine alfabetico, ciascuno con l'equivalente inglese, il capitolo in cui è definito la prima volta e la definizione breve.

A

TermineCap.Definizione
abituazione (habituation)54Calo dell'attenzione davanti a uno stimolo ripetuto, usato come base per verificare se il bambino distingue uno stimolo nuovo
acquiescenza (acquiescence)65Tendenza ad accordarsi con le affermazioni a prescindere dal contenuto
acquisizione (condizionamento) (acquisition)15Fase in cui l'associazione tra stimolo condizionato e incondizionato si forma
adattamento sensoriale (sensory adaptation)28Riduzione progressiva della risposta a uno stimolo costante, con sensibilità al cambiamento preservata
adesione partecipata (engaged followership)68Lettura alternativa: i partecipanti si identificano con la causa dello sperimentatore e la sostengono attivamente
aggregazione (aggregation)63Mediare molte osservazioni per ridurre l'errore e far emergere la parte stabile
agonista / antagonista / agonista parziale (agonist / antagonist / partial agonist)22Sostanza che attiva, blocca, o attiva solo parzialmente un recettore
alfa di Cronbach (Cronbach's alpha)65Indice di coerenza interna di una scala: kr̄/(1+(k−1)r̄) nella forma standardizzata
alleanza terapeutica (therapeutic alliance)76Collaborazione e legame tra paziente e terapeuta
amicalità (agreeableness)61Dimensione di cooperazione, fiducia e compassione
amnesia anterograda (anterograde amnesia)40Incapacità di formare nuovi ricordi dichiarativi a partire dal momento del danno cerebrale
amnesia retrograda (retrograde amnesia)40Perdita di ricordi formati prima dell'insorgenza del danno cerebrale
analisi funzionale (functional analysis)18Identificazione sistematica degli antecedenti e delle conseguenze che mantengono realmente un comportamento
analisi per intenzione di trattare (intention-to-treat)76Analisi di tutti i partecipanti nel gruppo assegnato, anche se non hanno completato il trattamento
analisi tassometrica (taxometric analysis)74Metodi statistici che chiedono se i punteggi si dispongano in gruppi separati o su un continuo
animalismo (animalism)82La persona è un organismo biologico e resta la stessa finché resta lo stesso organismo (Olson)
apertura all'esperienza (openness to experience)61Dimensione di curiosità, immaginazione e interesse per idee nuove
appagamento di desiderio (wish-fulfillment)9Principio secondo cui il sogno realizzerebbe, in forma travestita o diretta, un desiderio
apprendimento incidentale (incidental learning)37Apprendimento che avviene come sottoprodotto di un compito che non aveva l'obiettivo dichiarato di memorizzare
apprendimento latente (latent learning)19Apprendimento avvenuto senza rinforzo, non manifesto nel comportamento finché non diventa conveniente esprimerlo
apprendimento osservativo (observational learning)19Apprendimento di un comportamento tramite la sola osservazione di un altro individuo, senza esperienza diretta
apprendimento statistico (statistical learning)59Capacità di ricavare regolarità da un flusso di stimoli, per esempio le probabilità di transizione tra sillabe
approccio a reti (network approach)74Il disturbo come rete di sintomi che si rafforzano a vicenda
area fusiforme dei volti (FFA) (fusiform face area)32Regione della corteccia temporale che risponde selettivamente ai volti
asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA axis)53Asse endocrino lento della risposta allo stress, culminante nel rilascio di cortisolo
associazioni libere (free association)9Metodo che ricostruisce il contenuto latente a partire da ciò che il paziente associa liberamente a ogni elemento del sogno
assunzione dell'ambiente equivalente (equal environment assumption)27Assunzione, non sempre verificata, che gemelli monozigoti e dizigoti condividano ambienti ugualmente simili
attaccamento disorganizzato (disorganized attachment)57Classificazione (Main e Solomon): comportamento contraddittorio o privo di strategia coerente alla riunione
attaccamento evitante (avoidant attachment)57Classificazione: il bambino ignora o evita il genitore al rientro e mostra poca angoscia visibile
attaccamento resistente (ambivalente) (resistant / ambivalent attachment)57Classificazione: il bambino cerca il contatto ma non si lascia consolare, alternando richiesta e rifiuto
attaccamento sicuro (secure attachment)57Classificazione della situazione sconosciuta: il bambino cerca il genitore alla riunione, si lascia consolare e torna a esplorare
attendibilità (reliability)3Coerenza di una misura: quanto produce risultati simili se ripetuta
attendibilità test-retest (test-retest reliability)3Coerenza dei punteggi della stessa persona misurata in due momenti diversi
attendibilità tra valutatori (inter-rater reliability)74Accordo di due valutatori indipendenti sulla stessa persona
attenuazione dell'aiuto (prompting e fading)18Riduzione graduale di un supporto iniziale fornito per ottenere un comportamento
attenzione selettiva (selective attention)30Meccanismo che privilegia un sottoinsieme dell'informazione sensoriale per un'elaborazione più approfondita
autoaffermazione (self-affirmation)69Riaffermare valori importanti per sé riduce il bisogno di difendere l'immagine di sé
automatismo (automaticity)31Esecuzione di un processo appreso senza attenzione controllata, difficile da inibire anche quando interferisce con il compito
avversione alla perdita (loss aversion)44Una perdita pesa soggettivamente più di un guadagno di pari entità assoluta

B

TermineCap.Definizione
bias di pubblicazione (publication bias)5Tendenza delle riviste a pubblicare più risultati significativi che nulli
blocco (condizionamento) (blocking)15Un secondo stimolo abbinato a una conseguenza già pienamente prevista da un primo stimolo non produce apprendimento
buffer episodico (episodic buffer)36Componente della memoria di lavoro che integra informazione dai sottosistemi con la memoria a lungo termine

C

TermineCap.Definizione
cambiamento concettuale (teoria della mente) (conceptual change)58Lettura secondo cui il bambino costruisce tra tre e cinque anni il concetto di credenza come rappresentazione che può essere falsa
cambiamento del livello medio (mean-level change)62Variazione del punteggio medio di un gruppo nel tempo
canale ionico (ion channel)20Proteina di membrana che, aprendosi, lascia fluire uno ione specifico secondo il proprio gradiente
caratteristiche della domanda (demand characteristics)66Indizi con cui una situazione sperimentale suggerisce ai partecipanti che cosa ci si aspetta da loro
causa (cause)75Ciò che, se cambiato, cambia la probabilità del disturbo
causazione mentale apparente (apparent mental causation)80Il senso di volere nasce da priorità, coerenza ed esclusività del pensiero rispetto all'azione (Wegner)
cecità al cambiamento (change blindness)30Mancata rilevazione di un cambiamento sostanziale in una scena se non cade nel punto attenzionato
cecità all'inattesa (inattentional blindness)30Mancata percezione consapevole di uno stimolo saliente ma non attenzionato, anche se fisicamente visibile
cecità doppia (double-blind)2Né il partecipante né lo sperimentatore a contatto diretto conoscono l'assegnazione ai gruppi
cecità semplice (single-blind)2Il partecipante non sa a quale gruppo appartiene
censura (censorship)9Barriera psichica che nel sonno si allenta senza scomparire, imponendo un travestimento al contenuto latente
chunking (chunking)36Raggruppamento di singoli elementi in unità significative più grandi, per aumentare l'informazione trattenibile in memoria di lavoro
circuito fonologico (phonological loop)36Componente della memoria di lavoro dedicata all'informazione verbale e uditiva
coazione a ripetere (repetition-compulsion)11Forza che spinge a ripetere esperienze passate, specie dolorose, come realtà presente anziché come ricordo
codifica predittiva (predictive coding)29Modello per cui il cervello confronta continuamente un modello predittivo con l'input sensoriale, elaborando soprattutto l'errore di predizione
coefficiente di correlazione (correlation coefficient)4Numero tra −1 e +1 che descrive quanto e in che direzione due variabili variano insieme
coerenza centrale debole (weak central coherence)77Ipotesi che le persone autistiche privilegino i dettagli sull'insieme
coerenza interna (internal consistency)3Quanto le diverse domande di un questionario danno risposte tra loro coerenti
collaborazione avversaria (adversarial collaboration)78Sostenitori di teorie rivali concordano in anticipo previsioni e criteri di falsificazione
colpi (hits)79Risposte «sì» quando lo stimolo c'era
comorbilità (comorbidity)74Presenza di più diagnosi nella stessa persona
compatibilismo (compatibilism)80Il libero arbitrio è compatibile con il determinismo
competenza precoce mascherata (masked early competence)58Lettura secondo cui i lattanti hanno già una teoria della mente implicita che il compito verbale nasconde
compito delle tre montagne (three mountains task)56Compito in cui il bambino deve indicare come un plastico appare da un altro punto di vista; usato da Piaget per misurare l'egocentrismo
compliance indotta (induced compliance)69Paradigma in cui si induce qualcuno a un comportamento contrario alle proprie opinioni
comportamentismo (behaviorism)14Programma che ammette come dato scientifico solo il comportamento osservabile e misurabile, non l'introspezione
concatenamento (chaining)18Costruzione di una sequenza complessa collegando passi già appresi separatamente
condensazione (condensation)9Meccanismo del lavoro del sogno che comprime più pensieri latenti in un solo elemento del sogno
condizionamento della paura (fear conditioning)49Applicazione del condizionamento classico in cui uno stimolo neutro viene associato a uno stimolo avversivo
condizionamento operante (operant conditioning)16Modifica di un comportamento volontario in base alle sue conseguenze
conduzione saltatoria (saltatory conduction)20Propagazione del potenziale d'azione per salti tra le interruzioni della guaina mielinica
confabulazione (confabulation)1Resoconto inventato in buona fede, senza intenzione di ingannare, per spiegare una propria scelta
connessione psicologica (psychological connection)82Singolo collegamento tra momenti, come un ricordo o un'intenzione
conservazione (conservation)56Comprensione che una quantità resta uguale al variare dell'aspetto percettivo (per esempio il livello di un liquido in un bicchiere diverso)
consolidamento (consolidation)37Processo, dipendente dal tempo, attraverso cui una traccia mnestica inizialmente fragile diventa progressivamente più stabile
contenuto latente (latent content)9L'insieme più ampio di pensieri e associazioni che l'analisi rivela dietro il sogno
contenuto manifesto (manifest content)9Il sogno come consapevolmente ricordato al risveglio
continuità psicologica (psychological continuity)82Catena di connessioni psicologiche sovrapposte tra un momento e l'altro (Parfit)
controllo antecedente (antecedent control)18Modifica della probabilità di un comportamento agendo su ciò che lo precede, non sulle sue conseguenze
controllo attivo (active control)76Condizione che riproduce tempo e attenzione di una terapia senza le tecniche specifiche
correlati neurali della coscienza (neural correlates of consciousness, NCC)78Insieme minimo di eventi cerebrali sufficienti per una determinata esperienza cosciente
correzione per attenuazione (correction for attenuation)62Stima della correlazione senza errore di misura: r_osservata/√(r_xx·r_yy)
coscienza (consciousness)78Fatto di avere un'esperienza di qualcosa (senso fenomenico); da non confondere con vigilanza e accesso
coscienza di accesso (access consciousness)78Disponibilità di un'informazione al sistema per riferire, decidere, ricordare (Block, 1995)
coscienziosità (conscientiousness)61Dimensione di organizzazione, affidabilità e autodisciplina
costanza percettiva (perceptual constancy)29Percezione stabile di una proprietà di un oggetto (grandezza, colore) nonostante variazioni dell'immagine retinica
costrutto (construct)3Entità teorica non osservabile direttamente, introdotta per spiegare pattern di comportamento
criteri di dominio della ricerca (RDoC) (Research Domain Criteria)74Programma di ricerca che studia domini di funzionamento a più livelli indipendentemente dalle categorie del DSM
criterio (criterion)79Livello di evidenza interna oltre il quale la persona risponde «sì»
curva a U rovesciata (Yerkes-Dodson) (inverted-U / Yerkes-Dodson law)53Relazione tra livello di attivazione da stress e prestazione, con un optimum intermedio
curva dell'oblio (forgetting curve)34Andamento della perdita di informazione nel tempo: rapido nelle prime ore, poi progressivamente più lento

D

TermineCap.Definizione
danno funzionale (functional impairment)73Criterio per cui è disturbo ciò che impedisce di lavorare, studiare, mantenere i rapporti; dipende dal contesto
degenerazione funzionale (degeneracy)23Ridondanza per cui una funzione è supportata da più regioni cerebrali cooperanti, non da una sola
deindividuazione (deindividuation)72Perdita del senso di responsabilità individuale in condizioni di anonimato o di gruppo
delirio (in questa teoria) (delusion)12Formazione di compromesso in cui un elemento rimosso riemerge trasformato in una convinzione tenace
deplezione dell'io (ego depletion)52Modello, ridimensionato da una replicazione su larga scala, dell'autocontrollo come risorsa che si esaurisce con l'uso
deriva istintuale (instinctive drift)19Sostituzione progressiva di un comportamento condizionato con comportamenti istintivi della specie
desiderabilità sociale (social desirability)65Tendenza a rispondere per apparire in luce favorevole
determinismo (determinism)80Tesi che ogni evento sia fissato dalle condizioni precedenti e dalle leggi di natura
determinismo linguistico (linguistic determinism)47Versione forte, screditata, della relatività linguistica: il pensiero sarebbe interamente vincolato dalla lingua
deviazione standard (standard deviation)4Misura di quanto, in media, i valori si discostano dalla media del gruppo
diffusione di responsabilità (diffusion of responsibility)72Con più astanti ciascuno sente meno la responsabilità di intervenire
dimensione dell'effetto (d di Cohen) (effect size (Cohen's d))4Misura di quanto è grande una differenza, indipendente dalla dimensione del campione
dipendenza dal contesto (context-dependent memory)37Facilitazione del recupero quando le condizioni al momento del recupero somigliano a quelle della codifica
disabituazione (dishabituation)54Risalita dello sguardo (o dell'attenzione) quando dopo l'abituazione compare uno stimolo percepito come nuovo
discriminazione (condizionamento) (discrimination)15Capacità di rispondere selettivamente solo allo stimolo condizionato originario, non a stimoli simili non rinforzati
disegno contrastivo (contrastive design)78Confronto tra prove con lo stesso stimolo, visto e non visto, per isolare i correlati dell'esperienza
disfunzione dannosa (harmful dysfunction)73Disturbo come fallimento di un meccanismo (fatto) che causa danno secondo i valori sociali (valore); proposta di Wakefield
dissociabili (dissociable)6Due capacità che possono essere danneggiate indipendentemente l'una dall'altra
dissonanza cognitiva (cognitive dissonance)69Disagio provocato da cognizioni incoerenti, che spinge a ridurre l'incoerenza
disturbo dello spettro autistico (autism spectrum disorder)77Categoria del DSM-5: comunicazione sociale e comportamenti ristretti e ripetitivi, con tre livelli di sostegno
disturbo mentale (mental disorder)73Per il DSM-5, sindrome con alterazione clinicamente significativa di cognizione, emozioni o comportamento, che riflette una disfunzione dei processi sottostanti
doppia determinazione (twofold determination)12Principio per cui ogni sintomo ha una fonte cosciente accettabile e una fonte inconscia rimossa
doppia dissociazione (double dissociation)24Logica per cui due pazienti con lesioni diverse mostrano deficit opposti su due capacità, escludendo una risorsa comune
DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders)73Manuale diagnostico dell'associazione psichiatrica americana; quinta edizione 2013, revisione del testo 2022

E

TermineCap.Definizione
eccesso di fiducia (overconfidence)46La fiducia soggettiva media supera sistematicamente la proporzione di giudizi effettivamente corretti
effetto ciclico (looping effect)74Classificare le persone cambia le persone classificate, e quindi la categoria
effetto del test (testing effect)37Vantaggio nella ritenzione a lungo termine del recupero attivo rispetto alla rilettura passiva dello stesso materiale
effetto di coorte (cohort effect)6Differenza tra gruppi di età dovuta a esperienze storiche condivise, non all'invecchiamento in sé
effetto di disinformazione (misinformation effect)35Incorporazione, nel ricordo di un evento, di informazione fuorviante introdotta dopo l'evento stesso
effetto di distanziamento (spacing effect)34Vantaggio nella ritenzione a lungo termine di ripetizioni distribuite nel tempo rispetto a un pari numero di ripetizioni concentrate
effetto di fedeltà allo studio (allegiance effect)13Confondente per cui i ricercatori che studiano un trattamento hanno spesso una preferenza per quell'approccio
effetto di inquadramento (framing effect)44La stessa scelta, formalmente identica, produce decisioni diverse a seconda di come viene descritta
effetto di inversione del volto (face inversion effect)32Danno sproporzionato al riconoscimento quando un volto (più di altri oggetti) viene capovolto
effetto di sovragiustificazione (overjustification effect)52Una ricompensa esterna attesa può ridurre la motivazione intrinseca originaria per un'attività
effetto Flynn (Flynn effect)64Aumento dei punteggi grezzi nei test di intelligenza tra generazioni, circa tre punti per decennio
effetto Forer (Barnum) (Forer effect)65Tendenza a ritenere accurate descrizioni generiche e lusinghiere credute personali
effetto Stroop (Stroop effect)31Interferenza nel nominare il colore dell'inchiostro quando la parola scritta è un nome di colore incongruente
egocentrismo (piagetiano) (egocentrism)56Per Piaget, incapacità del bambino preoperatorio di assumere un punto di vista diverso dal proprio
elaborazione olistica (holistic processing)32Elaborazione di un volto come configurazione unitaria, non come somma di parti indipendenti
elaborazione subliminale (subliminal processing)31Effetti reali ma modesti e brevi di uno stimolo non identificabile consapevolmente; non sostiene la persuasione subliminale complessa
epigenetica (epigenetics)27Modifiche chimiche che alterano l'espressione genica senza cambiare la sequenza del DNA
equazione di Nernst (Nernst equation)20Formula che calcola il potenziale di equilibrio di uno ione dalle sue concentrazioni dentro e fuori la cellula
equifinalità (equifinality)75Lo stesso esito può derivare da percorsi diversi
ereditabilità (heritability)27Proporzione della varianza di un tratto in una popolazione statisticamente associata a differenze genetiche
ereditabilità mancante (missing heritability)83Scarto tra ereditabilità stimata dai gemelli e quota spiegata dai geni identificati
Eros (Eros)11Le pulsioni di vita generalizzate in una forza di legame e conservazione, controparte della pulsione di morte
errore A-non-B (A-not-B error)56Errore del bambino di circa otto-dodici mesi che cerca un oggetto nel primo nascondiglio anche dopo averlo visto spostare in un secondo
errore del giocatore (gambler's fallacy)45Credere che, dopo una serie di esiti indipendenti, l'esito opposto diventi più probabile per compensare
errore della congiunzione (conjunction fallacy)45Giudicare la congiunzione di due eventi più probabile di uno dei due presi singolarmente
errore di predizione (condizionamento) (prediction error)15Differenza tra ciò che si è effettivamente verificato e ciò che era già previsto, motore dell'apprendimento nel modello Rescorla-Wagner
errore di primo tipo (Type I error)4Concludere che un effetto esiste quando in realtà non c'è
errore di secondo tipo (Type II error)4Non rilevare un effetto che esiste realmente
errore fondamentale di attribuzione (fundamental attribution error)66Tendenza a spiegare il comportamento altrui con le disposizioni della persona, sottovalutando il peso della situazione
Es (id)8Istanza psichica portatrice di pulsioni e desideri non filtrati
esecutivo centrale (central executive)36Componente della memoria di lavoro che coordina i sottosistemi e governa l'allocazione delle risorse attentive
esocitosi (exocytosis)21Fusione di una vescicola con la membrana cellulare che ne rilascia il contenuto all'esterno
esperienza fenomenica (phenomenal consciousness)78Il fatto che ci sia qualcosa che si prova a essere in un certo stato
estinzione (condizionamento) (extinction)15Progressiva scomparsa della risposta condizionata quando lo stimolo condizionato non è più seguito dall'incondizionato
estroversione (extraversion)61Dimensione di socievolezza, energia e ricerca di stimoli
euristica dell'ancoraggio e aggiustamento (anchoring and adjustment)43Produrre una stima partendo da un valore iniziale e aggiustandolo in modo insufficiente
euristica della disponibilità (availability heuristic)43Stimare la frequenza di un evento in base alla facilità con cui esempi vengono in mente
euristica della rappresentatività (representativeness heuristic)43Stimare la probabilità di appartenenza a una categoria in base alla somiglianza a uno stereotipo

F

TermineCap.Definizione
falsa credenza (false belief)58Credenza di una persona che non corrisponde alla realtà; comprenderla significa prevedere che la persona agirà in base alla credenza e non alla realtà
falsi allarmi (false alarms)79Risposte «sì» quando lo stimolo non c'era
farmacocinetica (pharmacokinetics)22Quanto di un farmaco somministrato raggiunge effettivamente il bersaglio
farmacodinamica (pharmacodynamics)22Che cosa un farmaco fa una volta legato al proprio bersaglio
fattore (analisi fattoriale) (factor)61Variabile non osservata che spiega la tendenza di più misure a variare insieme
fattore di rischio (risk factor)75Caratteristica associata a una maggiore probabilità di un disturbo; non implica causa
fattore generale (g) (general factor)64Fattore comune alle prove cognitive, spiega il 40-50% della varianza in una batteria
fattore p (p factor)74Fattore generale di psicopatologia che spiega la correlazione tra diagnosi diverse; riassunto statistico, non causa dimostrata
fattori comuni (common factors)76Elementi presenti in ogni terapia: spiegazione credibile, speranza, rapporto, aspettativa
firma «se… allora» (if-then signature)63Profilo stabile di come il comportamento di una persona varia con il tipo di situazione
formazione di compromesso (compromise-formation)10Esito in cui un contenuto rimosso riemerge trasformato, mescolato a un contenuto conscio più accettabile
formula di Spearman-Brown (Spearman-Brown formula)63Attendibilità della media di k osservazioni: kρ/(1+(k−1)ρ)
funzionalismo (functionalism)7Orientamento che studia a che cosa serva un processo mentale nell'adattamento all'ambiente, non la sua struttura statica
funzione di valore (value function)44Funzione che lega il valore soggettivo di un esito alla sua entità oggettiva, concava per i guadagni e convessa per le perdite
funzioni esecutive (executive functions)58Insieme dei processi che permettono di inibire risposte automatiche, tenere a mente informazioni e cambiare strategia

G

TermineCap.Definizione
generalizzazione dello stimolo (stimulus generalization)15Tendenza a rispondere anche a stimoli simili, non identici, allo stimolo condizionato originario
gradi di libertà del ricercatore (researcher degrees of freedom)5Insieme di scelte analitiche flessibili che aumentano la probabilità di un falso positivo
gradiente temporale (amnesia) (temporal gradient)40Pattern per cui i ricordi più recenti rispetto al danno sono persi con maggiore probabilità di quelli più remoti
grammatica universale (universal grammar)47Ipotesi di una struttura grammaticale innata comune a tutte le lingue umane
gruppo di controllo (control group)2Gruppo che non riceve la manipolazione, usato come termine di paragone

I

TermineCap.Definizione
ICD (International Classification of Diseases)73Classificazione internazionale delle malattie dell'OMS; l'undicesima edizione è in uso dal 2022
identità narrativa (narrative identity)82Storia interiorizzata che una persona costruisce per dare unità e scopo alla vita (McAdams)
identità numerica (numerical identity)82Essere una sola e stessa cosa o persona nel tempo
identità qualitativa (qualitative identity)82Somiglianza in tutto tra due cose, che restano due
ignizione (ignition)78Attivazione improvvisa e sostenuta di una rete diffusa associata, secondo la GWT, alla coscienza
ignoranza pluralistica (pluralistic ignorance)72Ciascuno interpreta la calma altrui come segno che non c'è un'emergenza
illusione della fine della storia (end-of-history illusion)82Tendenza a prevedere meno cambiamento futuro di quanto se ne riferisca nel passato
illusione di comprensione (illusion of explanatory depth)46Sopravvalutare quanto bene si comprenda il funzionamento di un oggetto, fino a doverlo spiegare passo per passo
illusionismo (illusionism)78Tesi che l'esperienza fenomenica come descritta dai filosofi sia un'illusione da spiegare
immobilità di allarme (freezing)49Stato di inibizione comportamentale attiva in risposta a una minaccia percepita
impotenza appresa (learned helplessness)53Deficit comportamentale duraturo che segue uno stress incontrollabile, non uno stress di pari intensità ma controllabile
incompatibilismo duro (hard incompatibilism)80Il libero arbitrio è impossibile sia con il determinismo sia con l'indeterminismo
inferenza inconscia (unconscious inference)29Processo percettivo non introspezionabile che risolve l'ambiguità dell'immagine retinica applicando assunzioni statistiche sul mondo
inferenza inversa (reverse inference)24Dedurre il processo psicologico in corso a partire dalla sola regione cerebrale attivata
influenza informativa (informational influence)67Adeguarsi agli altri perché li si ritiene fonte di informazione corretta
influenza normativa (normative influence)67Adeguarsi agli altri per essere accettati o evitare il disaccordo
inibizione da pubblico (audience inhibition)72Timore di fare brutta figura davanti agli altri che frena l'intervento
inibizione da recupero (retrieval-induced forgetting)38Riduzione temporanea dell'accessibilità di ricordi collegati, causata dal recupero selettivo con successo di un altro ricordo
intelligenza cristallizzata (crystallized intelligence)64Conoscenze e abilità accumulate, come il vocabolario
intelligenza emotiva (emotional intelligence)51Capacità di percepire, comprendere e usare le emozioni proprie e altrui per facilitare pensiero e decisione
intelligenza fluida (fluid intelligence)64Capacità di ragionare su problemi nuovi
interazione gene-ambiente (G×E) (gene-environment interaction)27Effetto di un fattore ambientale su un tratto che dipende dal genotipo della persona, e viceversa
interazionismo (interactionism)63Posizione per cui il comportamento dipende da persona, situazione e loro interazione
interferenza proattiva (proactive interference)38Disturbo del ricordo di materiale recente causato da apprendimenti precedenti
interferenza retroattiva (retroactive interference)38Disturbo del ricordo di materiale appreso in precedenza causato da apprendimenti successivi
intervallo di confidenza (confidence interval)4Intervallo di valori plausibili per la vera dimensione dell'effetto nella popolazione
intervallo fisso (fixed interval)17Rinforzo per la prima risposta dopo un tempo costante dall'ultimo rinforzo
intervallo variabile (variable interval)17Rinforzo per la prima risposta dopo un tempo che varia imprevedibilmente attorno a una media
introspezione (introspection)1Osservazione diretta, da parte di una persona, dei propri contenuti e processi mentali
Io (ego)8Istanza psichica che media tra pulsioni, norme interiorizzate e realtà esterna
ipotesi del contatto (contact hypothesis)71Il contatto tra gruppi, a certe condizioni, riduce il pregiudizio
ipotesi delle emozioni di base (basic emotions hypothesis)50Un piccolo insieme di emozioni avrebbe espressioni facciali specifiche, universali e innate
ipotesi lessicale (lexical hypothesis)61Idea che le differenze individuali più importanti si siano depositate nel vocabolario di una lingua
ipotesi monoaminergica della depressione (monoamine hypothesis of depression)22Ipotesi, non sostenuta dalle evidenze dirette, secondo cui la depressione sarebbe causata da un deficit di serotonina/noradrenalina
ipotesi nulla (null hypothesis)4Supposizione di partenza secondo cui la manipolazione non ha alcun effetto

K

TermineCap.Definizione
kappa di Cohen (Cohen's kappa)74Indice di accordo corretto per il caso: κ=(p₀−pₑ)/(1−pₑ)

L

TermineCap.Definizione
lallazione canonica (canonical babbling)59Ripetizione di sillabe (per esempio «ba-ba-ba») tra i sei e i dieci mesi, presente anche in forma gestuale nei bambini sordi esposti ai segni
lateralizzazione (lateralization)23Specializzazione funzionale relativa, non esclusiva, dei due emisferi cerebrali
lavoro del sogno (dream work)9Processo psichico che trasforma il contenuto latente in contenuto manifesto
legge di Fechner (Fechner's law)28La sensazione soggettiva cresce come il logaritmo dell'intensità fisica: S = k·ln(I/I₀)
legge di Weber (Weber's law)28La soglia differenziale è una proporzione costante (k) dell'intensità di riferimento: ΔI/I = k
libertarismo metafisico (metaphysical libertarianism)80Il libero arbitrio richiede l'indeterminismo e questo esiste
lista d'attesa (waitlist)76Condizione di controllo in cui il trattamento è offerto dopo la fine dello studio
livello base (basic level)41Il livello di categorizzazione cognitivamente privilegiato, né troppo generale né troppo specifico

M

TermineCap.Definizione
mappa cognitiva (cognitive map)19Rappresentazione interna della disposizione spaziale di un ambiente, appresa anche senza rinforzo
mascheramento (masking)79Presentazione di uno stimolo breve seguito o preceduto da una maschera che ne impedisce l'identificazione
meccanismo (mechanism)75Catena di processi che collega la causa all'effetto
media (mean)4Somma di un insieme di numeri divisa per quanti sono
memoria di lavoro (working memory)36Sistema attivo che trattiene e manipola una quantità limitata di informazione per decine di secondi
memoria dichiarativa (declarative memory)36Memoria per fatti ed eventi, accessibile alla consapevolezza cosciente e riportabile verbalmente
memoria episodica (episodic memory)36Ricordo di eventi specifici collocati nel tempo e nello spazio dell'esperienza personale
memoria procedurale (procedural memory)36Memoria per abilità motorie e cognitive apprese con la pratica, accessibile solo attraverso l'esecuzione
memoria semantica (semantic memory)36Conoscenze generali sul mondo, prive di un contesto specifico di apprendimento
memoria sensoriale (sensory memory)36Trattenimento di un'impressione grezza dello stimolo per una frazione di secondo
memorie recuperate (recovered memories)39Ricordi, in alcuni casi di abuso infantile, riportati come recuperati dopo un periodo di apparente assenza dalla consapevolezza
meta-analisi (meta-analysis)6Procedura statistica che combina i risultati di molti studi indipendenti
meta-analisi a rete (network meta-analysis)76Confronto anche indiretto di molti trattamenti tramite un termine comune
metacognizione (metacognition)46Conoscenza e controllo dei propri processi cognitivi
minaccia dello stereotipo (stereotype threat)64Ipotesi che la consapevolezza di uno stereotipo negativo peggiori la prestazione; effetto contestato
misura implicita (implicit measure)65Strumento che inferisce un atteggiamento da comportamento indiretto, come i tempi di risposta
modellaggio (shaping)18Costruzione di un comportamento nuovo rinforzando approssimazioni successive sempre più vicine al bersaglio
modello a cinque fattori (Big Five) (five-factor model)61Descrizione della personalità con cinque dimensioni continue: estroversione, amicalità, coscienziosità, nevroticismo, apertura
modello a due processi (sonno) (two-process model)26Modello che distingue un Processo C circadiano da un Processo S di pressione omeostatica al sonno
modello biopsicosociale (biopsychosocial model)75La salute dipende insieme da fattori biologici, psicologici e sociali (Engel, 1977)
modello computazionale (computational model)6Programma che implementa un'ipotesi su un processo mentale e ne genera previsioni quantitative
modello dei due sistemi (adolescenza) (dual systems model)60Modello secondo cui il sistema di ricompensa matura prima del controllo cognitivo, producendo uno squilibrio temporaneo in adolescenza
modello della probabilità di elaborazione (elaboration likelihood model)70Il cambiamento di atteggiamento passa per una via centrale (argomenti) o periferica (indizi)
modello medico (medical model)77La condizione è un insieme di menomazioni da prevenire o curare
modello sociale della disabilità (social model of disability)77La disabilità nasce in parte dall'incontro con un ambiente che non accoglie
modello vulnerabilità-stress (diathesis–stress model)75Il disturbo compare quando stress e vulnerabilità superano una soglia; gli effetti possono interagire
modulatore allosterico positivo (positive allosteric modulator)22Sostanza che amplifica l'effetto del legante naturale di un recettore senza attivarlo da sola
molteplicità positiva (positive manifold)64Schema per cui quasi tutte le correlazioni tra prove cognitive sono positive
motivazione intrinseca / estrinseca (intrinsic / extrinsic motivation)52Impegno in un'attività per la soddisfazione dell'attività stessa, o per una conseguenza esterna separata
motivazione omeostatica (homeostatic motivation)52Spinta comportamentale che funge da effettore di un sistema di regolazione fisiologica
multifinalità (multifinality)75Lo stesso punto di partenza può portare a esiti diversi
mutualismo (mutualism)64Ipotesi che la correlazione positiva tra prove emerga dallo sviluppo per sostegno reciproco dei processi

N

TermineCap.Definizione
nevroticismo (neuroticism)61Tendenza a provare emozioni negative come ansia, tristezza, irritazione
norma sociale (social norm)67Aspettativa condivisa su come ci si comporta o ci si dovrebbe comportare in un gruppo
nucleo di verità (grain of truth)12Principio per cui ogni delirio contiene un elemento realmente rimosso, autentico, la cui convinzione viene spostata su un sostituto falso
numero da trattare (NNT) (number needed to treat)761/(R_controllo−R_trattamento): quante persone trattare perché una in più risponda

O

TermineCap.Definizione
obiettivi sovraordinati (superordinate goals)71Obiettivi raggiungibili solo con la cooperazione tra gruppi
onestà-umiltà (HEXACO) (honesty-humility)61Sesta dimensione del modello HEXACO: sincerità, correttezza, assenza di avidità
operazionalizzazione (operationalization)3Definizione di un costrutto tramite le operazioni concrete usate per misurarlo
operazioni concrete (stadio) (concrete operational stage)56Terzo stadio (circa 7-11 anni), con ragionamento logico su oggetti e situazioni concrete
operazioni formali (stadio) (formal operational stage)56Quarto stadio (da circa 11 anni), con ragionamento su ipotesi e possibilità astratte

P

TermineCap.Definizione
panpsichismo (panpsychism)78Tesi che una forma di esperienza sia caratteristica fondamentale della materia
paradigma del gruppo minimo (minimal group paradigm)71Assegnazione a gruppi sulla base di criteri banali che basta a produrre favoritismo per il proprio gruppo
paradigma della neurodiversità (neurodiversity paradigm)77Le differenze del cervello sono una forma normale della variazione umana
paradigma della parola critica (DRM paradigm)39Metodo sperimentale che produce il falso riconoscimento di una parola associata, mai presentata, tramite associazione semantica automatica
paradigmi senza resoconto (no-report paradigms)79Disegni che deducono il contenuto dell'esperienza da misure indirette senza chiedere un resoconto
pensiero di gruppo (groupthink)72Modello di Janis: la coesione porta a decisioni difettose; evidenza discussa
percezione di sé (self-perception)69Teoria di Bem: gli atteggiamenti si deducono osservando il proprio comportamento
periodo endogeno in libera corsa (free-running period)26Periodo del ritmo circadiano osservato in assenza di indizi temporali esterni, vicino ma non uguale a 24 ore
periodo sensibile / critico (sensitive / critical period)25Finestra dello sviluppo in cui la plasticità è massima e l'assenza di esperienza ha conseguenze durature
permanenza dell'oggetto (object permanence)56Comprensione che gli oggetti continuano a esistere quando non sono visibili
pesca dei dati (p-hacking)5Provare diverse analisi finché una risulta significativa, senza dichiarare le altre tentate
peso fattoriale (factor loading)61Correlazione tra un elemento e il fattore; nel modello a un fattore r_ij = λ_i·λ_j
placebo (placebo)2Sostanza o intervento privo dell'ingrediente attivo ma indistinguibile da esso
pluralismo esplicativo (explanatory pluralism)75Nessun livello di spiegazione ha un primato; il lavoro è collegarli (Kendler, 2012)
polarizzazione di gruppo (group polarization)72La discussione rafforza l'orientamento prevalente nel gruppo
pompa ionica (ion pump)20Proteina di membrana che consuma ATP per spostare ioni contro il loro gradiente di concentrazione
posizione basata sull'uso (linguaggio) (usage-based position)59Posizione secondo cui la grammatica emerge dall'esperienza con frasi concrete tramite meccanismi generali di apprendimento
posizione nativista (linguaggio) (nativist position)59Posizione secondo cui l'acquisizione della grammatica richiede una predisposizione specifica per il linguaggio
postulato di Hebb (Hebb's postulate)25Principio per cui connessioni tra neuroni che si attivano insieme si rafforzano
potenza statistica (statistical power)4Probabilità che uno studio rilevi un effetto reale, se esiste
potenziale d'azione (action potential)20Evento elettrico tutto-o-nulla che si rigenera lungo l'assone quando la membrana supera la soglia
potenziale di equilibrio (equilibrium potential)20Tensione a cui la spinta di diffusione e quella elettrostatica di uno ione si bilanciano esattamente
potenziale di prontezza (readiness potential, Bereitschaftspotential)80Lento aumento di attività motoria che precede un movimento volontario, visibile nella media di molte prove
potenziale postsinaptico eccitatorio (EPSP) (excitatory postsynaptic potential)21Piccolo cambiamento locale di voltaggio che avvicina la cellula postsinaptica alla soglia
potenziale postsinaptico inibitorio (IPSP) (inhibitory postsynaptic potential)21Piccolo cambiamento locale di voltaggio che allontana la cellula postsinaptica dalla soglia
potenziamento a lungo termine (LTP) (long-term potentiation)25Rafforzamento duraturo di una sinapsi indotto da stimolazione intensa e ripetuta
preferenza visiva (preferential looking)54Metodo che presenta due stimoli affiancati e misura il tempo di sguardo a ciascuno, per stabilire se il bambino li distingue e quale preferisce
pregiudizio (prejudice)71Atteggiamento negativo verso una persona in quanto membro di un gruppo
preoperatorio (stadio) (preoperational stage)56Secondo stadio (circa 2-7 anni), con linguaggio e gioco simbolico ma pensiero dominato dall'apparenza percettiva
preparazione biologica (biological preparedness)19Predisposizione evolutiva ad apprendere più facilmente associazioni rilevanti per la sopravvivenza della specie
preregistrazione (preregistration)5Dichiarazione pubblica, prima della raccolta dati, di ipotesi e analisi previste
prevalenza (prevalence)73Proporzione di una popolazione che presenta una condizione in un periodo (ultimo anno, arco della vita)
priming comportamentale (behavioral/social priming)31Ipotesi che concetti astratti modifichino comportamenti motori complessi; in gran parte non replicata alla prova delle repliche pre-registrate
priming semantico (semantic priming)31Facilitazione del riconoscimento di una parola dopo l'esposizione a una parola semanticamente correlata; fenomeno robusto e ampiamente replicato
principio dell'investimento sociale (social investment principle)62Ipotesi che i ruoli adulti richiedano comportamenti responsabili e così modifichino i tratti
principio di maturazione (maturity principle)62Tendenza media a più coscienziosità, amicalità e stabilità emotiva dall'adolescenza alla mezza età
principio di Nirvana (Nirvana-principle)11Spinta della psiche a ridurre l'eccitazione interna al livello più basso o costante possibile
principio di piacere (pleasure-principle)11Regolazione automatica dei processi mentali verso l'evitamento della tensione spiacevole
principio di realtà (reality-principle)11Il principio di piacere modificato per tollerare una gratificazione differita in vista di un vantaggio più sicuro
probabilità di transizione (transitional probability)59Probabilità che una sillaba B segua una sillaba A: P(B / A) = frequenza(AB)/frequenza(A)
problema della falsificabilità (falsifiability problem)8Esigenza filosofica che una teoria specifichi in anticipo condizioni sotto cui sarebbe considerata falsa
problema delle altre menti (problem of other minds)1L'accesso agli stati mentali altrui è solo indiretto, mediato da segnali comportamentali
problema difficile (hard problem)78Perché le funzioni cerebrali siano accompagnate da un'esperienza (Chalmers, 1995)
profondità di elaborazione (levels of processing)37Principio secondo cui un'elaborazione più semantica, rispetto a una superficiale, produce una traccia mnestica più duratura
programma di rinforzo (schedule of reinforcement)17Regola che specifica quando e con quale regolarità il rinforzo segue il comportamento
proporzione di sguardo (looking proportion)54Quota del tempo totale di sguardo dedicata a uno dei due stimoli, P = T_A/(T_A+T_B); vale 0,5 in assenza di preferenza
propriocezione (proprioception)33Senso della posizione e del movimento delle parti del corpo, basato su recettori in muscoli, tendini e articolazioni
prosopagnosia acquisita (acquired prosopagnosia)32Perdita del riconoscimento visivo dei volti dopo un danno cerebrale, con altre vie di riconoscimento intatte
prosopagnosia congenita (congenital prosopagnosia)32Deficit selettivo e duraturo nel riconoscimento dei volti, presente dalla nascita, senza lesione identificabile
psicofisica (psychophysics)7Studio quantitativo della relazione tra intensità fisica di uno stimolo e intensità della sensazione percepita
pulsione di morte (death instinct / Todestrieb)11Ipotesi speculativa di una spinta conservativa di ogni materia vivente verso il ritorno allo stato inanimato
punizione negativa (negative punishment)16Rimozione di uno stimolo gradevole che diminuisce la frequenza di un comportamento
punizione positiva (positive punishment)16Aggiunta di uno stimolo sgradevole che diminuisce la frequenza di un comportamento
punteggio poligenico (polygenic score)75Somma pesata delle varianti di rischio di una persona; spiega una quota modesta della variazione
punteggio z (z-score)64Distanza di un punteggio dalla media in unità di deviazione standard: (x−μ)/σ

Q

TermineCap.Definizione
qualia (qualia)78Aspetti qualitativi dell'esperienza (il rosso del rosso, il dolore del dolore)
quoziente intellettivo (QI) (intelligence quotient)64Punteggio standardizzato con media 100 e deviazione standard 15: 100+15·z

R

TermineCap.Definizione
ragionamento condizionale (conditional reasoning)45Capacità di ragionare correttamente su affermazioni del tipo "se P allora Q"
randomizzazione (randomization)2Assegnazione casuale dei partecipanti ai gruppi, per distribuire equamente le altre differenze
rapporti registrati (registered reports)5Formato editoriale in cui la pubblicazione dipende dalla qualità del disegno, non dal risultato
rapporto fisso (fixed ratio)17Rinforzo dopo un numero costante di risposte
rapporto tra odds (odds ratio)66Rapporto tra le odds di un evento in due condizioni; misura di effetto per esiti sì/no
rapporto variabile (variable ratio)17Rinforzo dopo un numero di risposte che varia imprevedibilmente attorno a una media
razionalizzazione (rationalization)69Ricostruzione di ragioni accettabili dopo un comportamento; confronto con la difesa psicoanalitica
realismo depressivo (depressive realism)75Ipotesi che le persone depresse giudichino il controllo in modo più accurato; ridimensionata
reattività della misura (measurement reactivity)1L'atto di osservare/misurare uno stato mentale può alterarlo
recettore ionotropico (ionotropic receptor)21Recettore che è esso stesso un canale ionico, con effetto rapido e diretto
recettore metabotropico (metabotropic receptor)21Recettore accoppiato a proteine G che attiva cascate di secondi messaggeri, con effetto più lento e duraturo
recupero spontaneo (spontaneous recovery)15Ricomparsa attenuata della risposta condizionata dopo una pausa successiva all'estinzione
regola del picco-fine (peak-end rule)46Il ricordo di un'esperienza è dominato dal momento di picco e dal momento finale, non dalla somma degli istanti
regolazione emotiva (emotion regulation)51Insieme di strategie per gestire la propria esperienza o espressione emotiva
regressione verso la media (regression to the mean)76Un valore estremo tende ad essere meno estremo alla misura successiva anche senza intervento
reificazione (reification)74Errore di trattare un costrutto come una cosa
relatività linguistica (linguistic relativity)47Ipotesi secondo cui la struttura di una lingua influenza come i suoi parlanti percepiscono e categorizzano il mondo
remissione spontanea (spontaneous remission)76Miglioramento senza trattamento nel corso naturale di un disturbo
restringimento percettivo (perceptual narrowing)59Perdita, nel primo anno, della sensibilità a contrasti che non appartengono alla lingua ascoltata
riconsolidazione (reconsolidation)37Ritorno temporaneo di un ricordo già consolidato a uno stato labile dopo la sua riattivazione, con necessità di essere ristabilizzato
riduzionismo (reductionism)82Tesi di Parfit: l'identità è una catena di relazioni psicologiche, non un fatto ulteriore
rimozione (repression)10Processo attivo che tiene un contenuto fuori dalla coscienza senza distruggerlo, distinto dall'oblio ordinario
rinforzo negativo (negative reinforcement)16Rimozione di uno stimolo sgradevole che aumenta la frequenza di un comportamento
rinforzo positivo (positive reinforcement)16Aggiunta di uno stimolo gradevole che aumenta la frequenza di un comportamento
rischio relativo (relative risk)75Rapporto tra il rischio negli esposti e nei non esposti
risparmio (nella riapprensione) (savings)34Riduzione del numero di ripetizioni necessarie per riapprendere un materiale già appreso in precedenza, misura indiretta della ritenzione
risposta condizionata (conditioned response (RC/CR))15Risposta appresa, evocata dallo stimolo condizionato dopo il condizionamento
risposta incondizionata (unconditioned response (RI/UR))15Risposta riflessa automatica provocata da uno stimolo incondizionato
rivalità binoculare (binocular rivalry)79Alternanza percettiva quando ciascun occhio riceve un'immagine diversa e stabile
rivalutazione cognitiva (cognitive reappraisal)51Reinterpretare il significato di una situazione emotivamente carica per modificarne l'impatto
rotazione (analisi fattoriale) (rotation)61Scelta, tra soluzioni equivalenti nell'adattamento, di quella con fattori più interpretabili

S

TermineCap.Definizione
salto alle conclusioni (jumping to conclusions)58Tendenza a decidere sulla base di poche informazioni, osservata nel compito delle palline in persone con deliri
scala di consapevolezza percettiva (perceptual awareness scale, PAS)79Scala a quattro gradi per riferire l'esperienza di uno stimolo (Ramsøy e Overgaard, 2004)
scelta forzata (metodo) (forced-choice)50Metodo sperimentale in cui il partecipante sceglie tra un elenco precostituito di etichette
schema (memoria) (schema)35Struttura di aspettative preesistenti che guida la ricostruzione di un ricordo, portando a omissioni e distorsioni sistematiche
sé che ricorda (remembering self)46Il sé che costruisce, dopo il fatto, una valutazione complessiva di un'esperienza
sé che vive (experiencing self)46Il sé che valuta un'esperienza istante per istante
sé morale (moral self)82Ipotesi che il carattere morale sia ciò che si ritiene più essenziale per l'identità
segnale BOLD (BOLD signal)24Segnale misurato dall'fMRI, basato sul livello di ossigenazione del sangue, proxy indiretto dell'attività neurale
sensibilità (sensitivity, d′)79Distanza tra le distribuzioni di evidenza con stimolo assente e presente, in unità di variabilità
sensibilità (genitoriale) (caregiver sensitivity)57Capacità del genitore di cogliere i segnali del bambino e rispondervi in modo adeguato e tempestivo
senso dell'agire (sense of agency)33Sensazione soggettiva di essere l'autore causale di un'azione, basata su un'inferenza sulla coerenza temporale intenzione-effetto
senso-motorio (stadio) (sensorimotor stage)56Primo stadio del modello di Piaget (circa 0-2 anni), in cui il bambino conosce il mondo con azioni e percezioni
sillabe senza senso (nonsense syllables)34Sequenze consonante-vocale-consonante prive di significato, usate per misurare la memoria senza l'interferenza del significato pregresso
simbolismo onirico (dream symbolism)9Repertorio di corrispondenze fisse e condivise culturalmente tra elementi del sogno e contenuti latenti
sinapsi elettrica (electrical synapse)21Connessione diretta tra due cellule tramite connessoni, senza intermediario chimico
Sistema 1 / Sistema 2 (System 1 / System 2)42Etichette per un'elaborazione rapida e automatica (Sistema 1) e una lenta e controllata (Sistema 2)
sistema glinfatico (glymphatic system)26Meccanismo di scambio tra liquido cerebrospinale e interstiziale che smaltisce scarti metabolici, più attivo durante il sonno
sofferenza (criterio di) (suffering)73Criterio per cui è disturbo ciò che fa stare male; fallisce in entrambi i sensi
soglia assoluta (absolute threshold)28Intensità minima di uno stimolo rilevabile nel 50% delle prove
soglia differenziale (JND) (difference threshold / just noticeable difference)28Più piccola variazione di intensità rilevabile rispetto a uno stimolo di riferimento
sommazione (summation)21Somma algebrica, spaziale o temporale, di più potenziali postsinaptici che determina se la soglia viene raggiunta
soppressione diretta (directed suppression)38Impedimento intenzionale e attivo al raggiungimento della consapevolezza di un ricordo specifico, con effetto di oblio misurabile
soppressione espressiva (expressive suppression)51Inibire le manifestazioni esterne di un'emozione già in corso, senza modificarne l'interpretazione
sostanza grigia / sostanza bianca (gray matter / white matter)23Corpi cellulari e dendriti non mielinizzati / fasci di assoni mielinizzati che collegano regioni
sostituzione diagnostica (diagnostic substitution)77Persone che prima ricevevano un'altra etichetta ora ricevono quella di autismo
specificità autonomica (autonomic specificity)48Ipotesi per cui ogni emozione avrebbe una propria firma fisiologica distinta
spettro (autismo) (spectrum)77Continuo di presentazioni invece di una condizione tutto o niente
spostamento (displacement)9Meccanismo del lavoro del sogno che ridistribuisce l'enfasi emotiva da pensieri significativi a elementi apparentemente marginali
spostamento verso il rischio (risky shift)72Osservazione iniziale che le decisioni di gruppo sono più rischiose delle individuali
stabilità d'ordine (rank-order stability)62Quanto le persone conservano la posizione relativa rispetto agli altri tra due misure
statisticamente significativo (statistically significant)4Convenzione per cui un valore-p sotto la soglia scelta (di norma 0,05) porta a scartare l'ipotesi nulla
stato agentico (agentic state)68Spiegazione di Milgram: la persona si vede come esecutrice di un'autorità e non come autrice dell'azione
stato di minima coscienza (minimally conscious state)78Stato con segni di consapevolezza inconsistenti ma riproducibili
stato vegetativo (vegetative state)78Stato con apertura degli occhi ma senza segni comportamentali di consapevolezza
stimolo condizionato (conditioned stimulus (SC/CS))15Stimolo inizialmente neutro che, dopo abbinamento ripetuto, acquisisce la capacità di evocare una risposta
stimolo incondizionato (unconditioned stimulus (SI/US))15Stimolo che provoca naturalmente una risposta riflessa, senza bisogno di apprendimento
studi di associazione sull'intero genoma (GWAS) (genome-wide association studies)75Confronto di centinaia di migliaia di varianti genetiche in molte persone senza ipotesi di partenza
studi di smontaggio (dismantling studies)76Si toglie una componente dal trattamento completo per vedere se l'effetto cala
studio di caso singolo (single-case study)6Documentazione approfondita di una sola persona, spesso con lesione cerebrale rara
studio longitudinale (longitudinal study)6Segue lo stesso gruppo di persone nel tempo con misure ripetute
studio su gemelli (twin study)6Confronta la somiglianza tra gemelli monozigoti e dizigoti per stimare il contributo genetico a un tratto
studio trasversale (cross-sectional study)6Misura gruppi diversi di età diverse in un solo momento
Super-io (superego)8Istanza psichica interiorizzazione delle norme e dei divieti appresi
suzione ad alta ampiezza (high-amplitude sucking)54Metodo in cui la forza o il ritmo della suzione del neonato produce uno stimolo, e le variazioni del ritmo misurano discriminazione e preferenza

T

TermineCap.Definizione
taccuino visuo-spaziale (visuospatial sketchpad)36Componente della memoria di lavoro dedicata all'informazione visiva e spaziale
tamponamento sociale (social buffering)53Attenuazione della risposta allo stress dovuta alla presenza di un'altra persona di fiducia
tassonomia gerarchica della psicopatologia (HiTOP) (Hierarchical Taxonomy of Psychopathology)74Sistema dimensionale che organizza i sintomi in sottofattori e spettri in base alla covariazione
teorema di Bayes (Bayes' theorem)45Formula per calcolare la probabilità di un'ipotesi dato un'evidenza, a partire dalla frequenza di base
teoria degli esemplari (exemplar theory)41La categorizzazione avviene per confronto con esemplari specifici in memoria, non con un prototipo astratto
teoria dei due fattori (two-factor theory)48L'attivazione fisiologica fornisce l'intensità, la valutazione cognitiva del contesto fornisce l'etichetta dell'emozione
teoria del carico percettivo (perceptual load theory)30Le risorse attentive residue, dopo un compito principale, determinano se gli stimoli non rilevanti vengono elaborati
teoria del prospetto (prospect theory)44Modello descrittivo della decisione sotto rischio, con guadagni/perdite relativi e funzione di valore
teoria del prototipo (prototype theory)41Un concetto rappresentato da una rappresentazione delle caratteristiche centrali e tipiche della categoria
teoria dell'identità sociale (social identity theory)71Parte dell'identità deriva dai gruppi di appartenenza, con spinta alla distinzione positiva
teoria dell'informazione integrata (integrated information theory, IIT)78La coscienza corrisponde all'integrazione causale del sistema, misurata da Φ (Tononi)
teoria della mente (theory of mind)58Capacità di attribuire stati mentali (credenze, desideri, intenzioni) a sé e agli altri e di usarli per spiegare e prevedere il comportamento
teoria della mente implicita (implicit theory of mind)58Versioni del compito di falsa credenza basate su sguardo o attesa anziché su una risposta verbale
teoria della rilevazione del segnale (signal detection theory)79Separazione di sensibilità e criterio di risposta in un resoconto «sì/no»
teoria dello spazio di lavoro globale (global workspace theory, GWT)78Un'informazione è cosciente quando è diffusa a molti sistemi (Baars; Dehaene)
teoria periferica dell'emozione (peripheral theory)48L'attivazione fisiologica precede e genera la percezione soggettiva dell'emozione
teorie costruzioniste dell'emozione (constructionist theories)48Il cervello costruisce attivamente l'emozione combinando input sensoriale e concetti immagazzinati
teorie del pensiero di ordine superiore (higher-order theories)78Uno stato è cosciente se il sistema ha una rappresentazione di esserlo (Rosenthal; Lau)
teorie della valutazione (appraisal theories)48L'emozione nasce da un giudizio valutativo (primario e secondario) sul proprio rapporto con l'ambiente
teorie ricorrenti (recurrent processing theories)78L'esperienza compare quando l'informazione sensoriale ritorna alle aree sensoriali con retroazione (Lamme)
terapia cognitivo-comportamentale (TCC) (cognitive-behavioral therapy)76Trattamenti che lavorano su pensieri e comportamenti presenti, con compiti tra le sedute
test di associazione implicita (IAT) (Implicit Association Test)65Compito di classificazione veloce la cui differenza di tempi tra abbinamenti è letta come associazione
trascuratezza della frequenza di base (base rate neglect)45Ignorare l'informazione sulla frequenza generale di un evento a favore di informazione specifica e vivida
trattamento abituale (treatment as usual)76Condizione di controllo con ciò che il paziente riceverebbe comunque
triade cognitiva negativa (negative cognitive triad)75Visione negativa di sé, del mondo e del futuro nel modello di Beck

U

TermineCap.Definizione
utilità attesa (expected utility)44Modello normativo: scegliere l'opzione con probabilità di ciascun esito moltiplicata per il suo valore, sommata

V

TermineCap.Definizione
validità (di costrutto) (construct validity)3Quanto una misura cattura effettivamente il costrutto teorico di interesse
validità ecologica (ecological validity)3Quanto un risultato di laboratorio si applica a situazioni di vita reale
validità esterna (external validity)3Quanto un risultato si generalizza ad altri contesti, persone, momenti
validità interna (internal validity)3Quanto un disegno di ricerca permette di concludere che la VI ha causato il cambiamento nella VD
valore-p (p-value)4Probabilità di osservare un risultato pari o più estremo di quello trovato, se l'ipotesi nulla fosse vera
variabile confondente (confounding variable)4Terza variabile non misurata che potrebbe spiegare una correlazione osservata
variabile dipendente (dependent variable)2Ciò che si misura come possibile effetto della manipolazione
variabile indipendente (independent variable)2Ciò che lo sperimentatore manipola direttamente
verdetto del Dodo (Dodo bird verdict)76Ipotesi che terapie diverse abbiano esiti simili
vigilanza (wakefulness, arousal)78Livello di veglia e reattività, in contrasto con sonno profondo, anestesia o coma
violazione dell'attesa (violation of expectation)54Metodo che confronta lo sguardo del bambino verso un evento possibile e uno impossibile; lo sguardo più lungo all'impossibile è interpretato come aspettativa violata
visione classica dei concetti (classical view of concepts)41Un concetto definito da un insieme di condizioni necessarie e sufficienti
vista cieca (blindsight)79Discriminazione sopra il caso in un campo cieco dopo lesione di V1, senza esperienza dichiarata

W

TermineCap.Definizione
WEIRD (WEIRD (Western, Educated, Industrialized, Rich, Democratic))5Acronimo per il tipo di campione sovra-rappresentato nella ricerca psicologica storica

Z

TermineCap.Definizione
zeitgeber (zeitgeber)26Segnale ambientale, tipicamente la luce, che sincronizza l'orologio circadiano interno con il tempo solare

Appendice E — Fonti e letture

E.1 Come leggere le fonti di questo libro

Nel testo i ricercatori compaiono solo come etichette minime (nome, lavoro, anno), perché il libro racconta come si arriva a un risultato e non chi lo ha ottenuto. Le tabelle seguenti dicono dove ciascun lavoro è trattato. Le cifre critiche sono state controllate su pagine pubbliche (articoli, pagine editoriali, voci di riferimento); quando una pagina non era raggiungibile, la cifra è stata attenuata nel testo oppure segnalata nel paragrafo E.4.

E.2 Lavori e autori, capitolo per capitolo

Cap.Lavori e autori trattati
1 — Perché la mente è un oggetto difficileNisbett e Wilson (etichetta di lavoro, 1977)
5 — Come un risultato può essere falso pur essendo veroOpen Science Collaboration (consorzio, 2015); Many Labs (progetto collettivo, 2014–2018)
8 — L'ipotesi dell'inconscioFreud (etichetta di lavoro: ipotesi dell'inconscio, 1890 circa)
9 — Il lavoro del sognoFreud (etichetta di lavoro: L'interpretazione dei sogni, 1899-1900)
11 — Pulsioni, ripetizione, aggressivitàFreud (etichetta di lavoro: Al di là del principio di piacere, 1920)
12 — Il delirio come costruzione con un nucleo di veritàFreud (etichetta di lavoro: Il delirio e i sogni nella «Gradiva» di Jensen, 1907)
13 — Che cosa regge della psicoanalisiLeichsenring e colleghi (revisione ombrello, World Psychiatry, 2023)
20 — Il neurone come unità di segnaleHodgkin e Huxley (voltage clamp sull'assone di calamaro, primi anni '50)
21 — La sinapsiLoewi (esperimento dei due cuori di rana, primi del Novecento)
22 — Neurotrasmettitori e psicofarmacologiaMoncrieff e colleghi (revisione ombrello sull'ipotesi monoaminergica, 2022)
23 — Architettura del cervelloSperry e Gazzaniga (esperimenti su pazienti "cervello diviso", anni '60-'70)
24 — Come si guarda dentro un cervello che funzionaPoldrack (analisi sulla base rate e l'inferenza inversa, 2006)
25 — PlasticitàBliss e Lomo (scoperta del potenziamento a lungo termine, 1973); Hubel e Wiesel (privazione visiva monoculare precoce nei gatti, anni '60)
26 — Sonno e ritmi circadianiRalph e colleghi (trapianto di SCN con donatori a periodo genetico diverso)
27 — Geni, ambiente e la loro interazioneCaspi e colleghi (studio longitudinale MAOA × maltrattamento, 2002)
30 — AttenzioneSimons e Chabris (esperimento del gorilla invisibile, 1999)
31 — Processi non consciBargh, Chen e Burrows (esperimento originale sul priming comportamentale "elderly", 1996); Doyen e colleghi (replica del priming "elderly" con misure oggettive, 2012)
34 — I primi esperimenti sulla memoriaEbbinghaus (primo studio sistematico sulla memoria, sillabe senza senso, 1885)
35 — La memoria come ricostruzioneBartlett (studio sulla riproduzione seriale di una storia, 1932); Loftus e Palmer (esperimento sull'effetto di disinformazione, incidente stradale, 1974)
36 — Magazzini e sistemiBaddeley e Hitch (modello della memoria di lavoro, 1974)
37 — Codifica, consolidamento, recuperoCraik e Lockhart (livelli di elaborazione, 1972)
38 — L'oblio e i suoi meccanismiAnderson, Bjork e Bjork (inibizione da recupero, 1994); Anderson e Green (paradigma pensa/non pensare, soppressione diretta, 2001)
39 — Falsi ricordiDeese (1959) e Roediger e McDermott (1995) (paradigma della parola critica); Loftus e Pickrell (impianto del ricordo del centro commerciale, 1995)
40 — AmnesieScoville e Milner (caso H.M., intervento e studio a lungo termine dell'amnesia)
41 — Concetti e categorieRosch (studi sulla tipicità e struttura graduata delle categorie, anni Settanta)
42 — Due modi di pensareStanovich e West (etichetta "Sistema 1/Sistema 2", 2000)
43 — EuristicheTversky e Kahneman (esperimento della lettera K sulla disponibilità, 1973); Kahneman e Tversky (esperimento "Steve il bibliotecario" sulla rappresentatività, 1973); Tversky e Kahneman (esperimento della ruota della fortuna sull'ancoraggio, 1974)
44 — Decisione sotto rischioKahneman e Tversky (teoria del prospetto, 1979); Tversky e Kahneman (esperimento della malattia asiatica sull'inquadramento, 1981)
45 — Probabilità e ragionamento formaleTversky e Kahneman (esperimento "Linda" sull'errore della congiunzione, 1983); Casscells, Schoenberger e Grayboys (esperimento sulla trascuratezza della frequenza di base, 1978); Wason (compito di selezione sul ragionamento condizionale, 1968)
46 — Metacognizione e fiduciaLichtenstein, Fischhoff e Phillips (studi di calibrazione della fiducia, anni Settanta); Rozenblit e Keil (illusione di comprensione, 2002); Kahneman, Fredrickson, Schreiber e Redelmeier (esperimento del cold-pressor, regola del picco-fine, 1993)
47 — Linguaggio e pensieroSapir e Whorf (ipotesi della relatività linguistica, prima metà del Novecento); Winawer e colleghi (esperimento sulla discriminazione dei blu russi, 2007)
48 — Che cos'è un'emozioneJames e Lange (teoria periferica dell'emozione); Schachter e Singer (esperimento dell'epinefrina e teoria dei due fattori, 1962); Arnold e Lazarus (teorie della valutazione dell'emozione); Barrett (teoria costruzionista dell'emozione)
49 — Il circuito della pauraKwon e colleghi (esperimento ottogenetico sul circuito della paura, 2014); LeDoux (distinzione tra circuiti di sopravvivenza difensiva e sentimento cosciente di paura)
50 — Espressione e riconoscimentoEkman (ipotesi delle emozioni di base e studi interculturali sulla popolazione Fore, anni Sessanta); Gendron e Crivelli (critica metodologica agli studi sull'universalità delle espressioni, con Barrett)
51 — Regolazione emotivaSalovey e Mayer (modello accademico dell'intelligenza emotiva)
52 — MotivazioneLepper, Greene e Nisbett (esperimento sull'effetto di sovragiustificazione, 1973); Hagger, Chatzisarantis e colleghi (replicazione su larga scala della deplezione dell'io, 2016)
53 — StressMaier e Seligman (paradigma dell'impotenza appresa, anni Sessanta)
54 — Studiare un soggetto che non parlaFantz (studi sulla preferenza visiva nei lattanti, 1961); Eimas, Siqueland, Jusczyk e Vigorito (percezione categoriale nei lattanti, 1971); ManyBabies Consortium (replicazione coordinata, 2020)
55 — Il neonato competenteDeCasper e Spence (apprendimento prenatale di una storia, 1986); Johnson, Dziurawiec, Ellis e Morton (preferenza neonatale per i volti, 1991); Meltzoff e Moore (imitazione neonatale, 1977); Oostenbroek e colleghi (studio longitudinale sull'imitazione neonatale, 2016)
56 — Stadi dello sviluppo cognitivoPiaget e Inhelder (modello a stadi, compiti A-non-B, conservazione, tre montagne); Baillargeon, Spelke e Wasserman (violazione dell'attesa con schermo rotante, 1985); Bogartz, Cashon e Cohen (spiegazioni percettive dei dati di violazione dell'attesa); Hughes (compito del poliziotto, 1975); McGarrigle e Donaldson (orsacchiotto cattivo, 1974); Gergely, Bekkering e Király (imitazione razionale, 2002)
57 — AttaccamentoHarlow (madri surrogate, 1958); Bowlby (teoria dell'attaccamento); Ainsworth (situazione sconosciuta); Main e Solomon (categoria disorganizzata); Madigan, Fearon e colleghi (meta-analisi sulla situazione sconosciuta, 2023); Nelson, Zeanah, Fox e colleghi (Bucharest Early Intervention Project)
58 — Teoria della mente e cognizione sociale in sviluppoWimmer e Perner (compito di falsa credenza, 1983); Baron-Cohen, Leslie e Frith (Sally e Anne, 1985); Wellman, Cross e Watson (meta-analisi sulla falsa credenza, 2001); Onishi e Baillargeon (falsa credenza implicita, 2005); Southgate, Senju e Csibra (sguardo anticipatorio, 2007); Poulin-Dubois e colleghi (rassegna critica sulla falsa credenza nei lattanti, 2018); Kaltefleiter e colleghi (replicazione longitudinale su larga scala, 2022); Milton (problema della doppia empatia); Huq, Garety e Hemsley (compito delle palline, 1988)
59 — Linguaggio in sviluppoWerker e Tees (restringimento percettivo, 1984); Saffran, Aslin e Newport (apprendimento statistico, 1996); Hart e Risley (osservazione sull'ambiente linguistico, 1995); Sperry, Sperry e Miller (riesame dell'ambiente linguistico, 2019); Romeo e colleghi (scambi conversazionali, 2018); Chomsky (posizione nativista); Tomasello (posizione basata sull'uso); Johnson e Newport (età di arrivo e grammatica, 1989); Curtiss (caso Genie)
60 — Adolescenza e traiettorie lungo la vitaGardner e Steinberg (rischio e coetanei, 2005); Steinberg (modello dei due sistemi); Moffitt e colleghi (studio di Dunedin sull'autocontrollo, 2011)
61 — Descrivere le differenzeAllport e Odbert (1936); Norman (1963, 1967); Ashton e Lee (2004); Gurven e colleghi (studio sui Tsimane, 2013)
62 — Stabilità e cambiamentoRoberts, Walton e Viechtbauer (2006); Specht, Egloff e Schmukle (2011)
63 — Il dibattito persona-situazioneMischel (1968); Hartshorne e May (1928); Epstein (1979); Funder e Ozer (1983); Fleeson (2001); Shoda, Mischel e Wright (1994)
64 — IntelligenzaSpearman (1904); Turkheimer e colleghi (2003); Pietschnig e Voracek (2015); Bratsberg e Rogeberg (2018); Flore e Wicherts (2015)
65 — Misurare la personalitàGreenwald, McGhee e Schwartz (1998); Forer (1948); Connelly e Ones (2010); Haslam e colleghi (2012)
66 — La situazione più forte della disposizioneJones e Harris (1967); Darley e Batson (1973); Zimbardo (1971); Haslam e Reicher (BBC, 2002)
67 — ConformismoSherif (1935; 1954); Asch (1951); Deutsch e Gerard (1955)
68 — ObbedienzaMilgram (1963); Perry (2012); Baumrind (1964); Burger (2009)
69 — Dissonanza cognitiva e autogiustificazioneFestinger (1957); Festinger e Carlsmith (1959); Bem (1967); Aronson e Mills (1959); Vaidis, Sleegers e colleghi (2024)
70 — Persuasione e cambiamento di atteggiamentoHovland e colleghi; Petty e Cacioppo (1981; 1986); Bond e colleghi (2012); Kalla e Broockman (2018)
71 — Noi e loroTajfel (1971); Tajfel e Turner (1979); Allport (1954); Pettigrew e Tropp (2006); Paluck, Green e Green (2018)
72 — Aiuto, aggressività, gruppoDarley e Latané (1968); Manning, Levine e Collins (2007); Philpot e colleghi (2020); Bandura, Ross e Ross (1961); Zimbardo (1969); Diener (1976); Stoner (1961); Moscovici e Zavalloni (1969); Isenberg (1986); Janis (1972)
73 — Che cosa rende un disturbo un disturboWakefield J. (1992); Haslam N. (2016); Schaefer e colleghi (2017)
74 — Come si costruisce una classificazioneKendell e Jablensky (2003); Cooper e colleghi (1972); Feighner e colleghi (1972); Rosenhan (1973); Spitzer (1975); Cahalan (2019); Scull (2023); Regier e colleghi (2013); Robins e Guze (1970); Haslam e colleghi (2012); Fried e Nesse (2015); Borsboom e Cramer (2013); Caspi e colleghi (2014); Kotov e colleghi (2017); Hacking (1995)
75 — Modelli esplicativiZubin e Spring (1977); Cicchetti e Rogosch (1996); Caspi e colleghi (2003); Risch e colleghi (2009); Culverhouse e colleghi (2018); Border e colleghi (2019); Beck (1967, 1976); Abramson, Seligman e Teasdale (1978); Clark (1986); Alloy e Abramson (1979); Moore e Fresco (2012); Engel (1977); Ghaemi (2009); Kendler (2012)
76 — Che cosa funziona nelle terapie e come lo sappiamoEysenck (1952); Smith e Glass (1977); Leichsenring e colleghi (2023); Cipriani e colleghi (2018); Kirsch e colleghi (2008); Flückiger e colleghi (2018); Lambert (1992); Wampold; Rosenzweig (1936); Luborsky e colleghi (1975); Jacobson e colleghi (1996)
77 — Neurodiversità: quando la categoria stessa è in discussioneKanner (1943); Wing e Gould (1979); Hansen e colleghi (2015); Hull e colleghi (2017); Russell e colleghi (2019); Bai e colleghi (2019); Hviid e colleghi (2019); Taylor e colleghi (2014); Wakefield A. e colleghi (1998); Frith e Happé; Happé, Ronald e Plomin (2006); Crompton e colleghi (2020); Blume (1998); Singer (1998); Sinclair (1993); Walker (2014); Commissione Lancet sull'autismo (2021)
78 — Coscienza: perché è un problema e non solo un mistero da risolvereChalmers (1995); Block (1995); Dennett; Frankish; Crick e Koch (1990); Baars (1988); Dehaene; Tononi; Lamme; Rosenthal; Lau; Owen e colleghi (2006); Monti e colleghi (2010); Cogitate Consortium (2025)
79 — Che cosa misurano gli esperimenti sulla coscienzaDella Porta (1593); Wheatstone (1838); Logothetis; Tong e colleghi (1998); Sperling (1960); Weiskrantz; Overgaard; Ramsøy e Overgaard (2004); Lau e Passingham (2006); Tsuchiya e colleghi (2015)
80 — Libero arbitrio: che cosa dicono i datiKornhuber e Deecke (1965); Libet (1983); Haggard e Eimer (1999); Soon e colleghi (2008); Fried e colleghi (2011); Schurger e colleghi (2012); Banks e Isham (2009); Maoz e colleghi (2019); Wegner
81 — Responsabilità senza libero arbitrio?Vohs e Schooler (2008); Nadelhoffer e colleghi (2020); Strawson (1962); Greene e Cohen (2004); Pereboom; Caruso; Sapolsky (2023)
82 — Identità personale nel tempoLocke (1690); Reid; Parfit (1984); Olson; Schechtman; Quoidbach, Gilbert e Wilson (2013); Strohminger e Nichols (2014, 2015); McAdams

E.3 Opere di riferimento

Opere classiche e manuali su cui il libro ha potuto appoggiarsi come base di consultazione. Sono sempre state parafrasate, mai riprodotte; per le opere datate, lo stato attuale di ogni risultato è stato verificato a parte prima di riportarlo come valido. L'opera sulla psicologia dei gruppi del 1920 contiene teorie razziali pseudoscientifiche ed è usata solo come documento storico.

OperaAnno
William James, The Principles of Psychology1890
Sigmund Freud, Sul sogno1901
Sigmund Freud, Il delirio e i sogni nella «Gradiva» di Jensen1907
Sigmund Freud, Al di là del principio di piacere1920
William McDougall, The Group Mind (solo come documento storico)1920
Daniel Kahneman, Thinking, Fast and Slow2011
Robert Sapolsky, Behave2017
OpenStax, Psychology (manuale aperto)—
OpenStax, Introduction to Behavioral Neuroscience (manuale aperto)—

E.4 Dati da riverificare

Elenco delle cifre e dei dettagli che, al momento della stesura, non è stato possibile controllare su una pagina aperta (o che dipendono da una fonte secondaria). Nel testo sono presentati con cautela; prima di citarli altrove vanno riletti alla fonte.

  • Cap. 57: la non significatività della differenza tra affido e istituto nel sottocampione di 174 (a 30 e 42 mesi) non è stata riletta sull'articolo originale.
  • Cap. 74: Cooper e colleghi 1972, confermato nella sostanza da un abstract successivo (Gurland 1976), senza le percentuali del progetto; nel testo nessuna cifra.
  • Cap. 75: Caspi e colleghi 2003 (847 partecipanti, eventi tra 21 e 26 anni), confermato da una fonte didattica secondaria; il testo integrale su Science non è aperto.
  • Cap. 78: la sintesi del confronto Cogitate segue l'articolo su Nature; un conteggio formale delle previsioni superate non è presente nell'articolo.